Sequestro da un milione e 600mila euro: nella mani della Dia patrimonio di Schipa

Gli investigatori hanno apposto i sigilli anche alla nota tabaccheria in centro, uno dei beni intestati al 52enne imputato come pianificatore dell'attentato icendiario al negozio "Sogni"

La nota tabaccheria nel centro di Lecce

LECCE – C'è anche la famosa tabaccheria del centro tra i beni, del valore di oltre un milione e 600mila euro, finiti sotto sequestro. La Direzione investigativa antimafia di Lecce ha infatti apposto i sigilli a beni mobili ed immobili intestati a Giampiero Schipa, 52enne di Lecce, condannato in via definitiva per furto, violazione della disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope, ricettazione, emissione di assegni a vuoto e invasione di edifici.

Schipa è noto alle cronache locali per essere l’uomo coinvolto in un'indagine, condotta dalla squadra mobile, assieme ad altri due individui, tra cui l'ex moglie. E' sospettato di essere l'organizzatore dell'attentato incendiario che, nell'agosto del 2011, devastò il negozio di oggestica "Sogni".

Schipa-2Un piano mirato, secondo l'accusa, alla riscossione della polizza assicurativa dell'attività intestata a un uomo di Taranto, ma che, invece, costò un decesso e danni ingenti all’intero complesso edilizio in centro. Di recente, una decina di giorni addietro, il collaboratore di giustizia Gioele Greco ha confermato il nome di Schipa come colui che avrebbe organizzato l’esplosione nel seminterrato del negozio “Sogni”, nel quale perse la vita il 32enne Michele De Matteis.

Negli ultimi giorni,  gli approfondimenti economici svolti dalla sezione operativa della Dia di Lecce e del suo nucleo familiare hanno evidenziato come, nell’arco temporale compreso tra il 1997 e il 2013, vi fosse una sproporzione di 800mila euro tra i redditi dichiarati da Schipa e il patrimonio riconducibile alla sua famiglia: beni intestati sia a lui e alla ex moglie, ma anche alla figlia e ai genitori.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla seconda sezione penale del Tribunale di Lecce il primo dicembre, su richiesta avanzata dal direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla al termine di una serie di attività investigative, tra cui indagini patrimoniali, sui patrimoni accumulati dal 52enne in maniera illecita.

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I beni sottoposti a sequestro ammontano ad un valore da capogiro sono costituiti da 10 immobili, un’autovettura e un’imbarcazione da diporto.  Tra gli edifici, anche una villa con piscina a Porto Cesareo, un terreno agricolo nelle campagne di Lecce e, ancora, posti auto e appartamenti in città.  Ma nelle disponibilità di Schipa, gli investigatori hanno anche rinvenuto nove conti correnti bancari e tre postali, due polizze  assicurative e una tabaccheria. Si tratta di una delle attività commerciali più note della città, poste in pieno centro storico: all’angolo tra Piazza Sant’Oronzo e via Fazzi.

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