Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Centro

In case fatiscenti e sotto sfratto, immigrati dal vicesindaco

Un nuovo sgombero, inizialmente previsto per lunedì prossimo, è stato rinviato al 28 settembre. A Palazzo Carafa incontro tra le associazioni e Carmen Tessitore alla ricerca di una soluzione, da trovare entro fine mese

LECCE – L’ordinanza di sgombero a firma della Procura di Lecce, prorogata per un paio d’anni, non sarà più rimandata ma è a tutti gli effetti esecutiva.  Anzi no. Prorogata fino al prossimo 28 settembre. E’ l’unica certezza emersa questa mattina a Palazzo Carafa dopo l’incontro tra i rappresentanti degli immigrati che risiedono nei vecchi edifici del centro storico (16 nuclei familiari), rione delle “Giravolte”, case catapecchie da sempre, di proprietà delle suore Benedettine, che ormai da tempo intendono vendere ai privati. La verità, lo sfratto prorogato al 28 settembre e una ultima ora dopo il colloquio tra il vicesindaco Carmen Tessitore e le suore.

Insieme agli immigrati di varie nazionalità, alcuni dei quali residenti in quelle abitazione da una ventina d’anni, anche le associazioni di mediazione culturale, che questa mattina hanno incontrato nella sala giunta il vicesindaco Carmen Tessitore. La richiesta all’amministrazione comunale da parte degli inquilini che in quelle case vivono senza acqua e senza corrente elettrica, è di un nuovo alloggio e nemmeno molto distante dal centro storico, pare di capire, dove per loro diventa più facile vendere sulle bancarelle i loro prodotti.

Ma la risposta del vice sindaco è stata chiara: “Senza fare alcuna differenza tra leccesi e immigrati, posso solo dire che il Comune non ha disponibilità di alloggi. Abbiamo tre famiglie di nostri concittadini che vivono in automobile proprio perché siamo impossibilitati, al momento, di procurare loro un alloggio a nostre spese.  Quel che possiamo fare è attivarmi – ha aggiunto Tessitore – nella ricerca di abitazioni con il supporto delle strutture di sostegno”.1-608-6

Carlo Salvemini, consigliere all’opposizione, stamane presente all’incontro, ha proposto una soluzione: il Comune provveda a ristrutturare gli alloggi per poi lasciarli agli immigrati. Ma l’idea trova non poche difficoltà. Prima tra tutte la disponibilità degli attuali proprietari, che invece avrebbero tutte le intenzione di vendere ai privati. Poi, il Comune che non ha disponibilità economiche, e ancora l’ordinanza di sgombero del Tribunale. “L’urgenza di individuare alloggi per quelle persone è sacrosanta, anche perché non è accettabile vivere in quelle condizioni – ha detto Salvemini. Che ha aggiunto: "Mi attiverò per parlare con le suore Benedettine e propongo comunque di sospendere l’ordinanza di sgombero in modo che si possa giungere nel frattempo ad una soluzione, senza arrivare allo sfratto con le forze dell’ordine”.

Ed è stato proprio il vicesindaco a sottolineare l’impossibilità di realizzare una parte della proposta di Salvemini: “Per quanto interessante – ha spiegato – credo si difficile da attuare: quelle abitazioni sono fatiscenti e vanno risanate al più presto,  perché non sappiamo cosa può succedere con l’arrivo delle piogge autunnali, quanto quei muri potrebbero non reggere. E la responsabilità sull'incolumità dei residenti è del Comune di Lecce. Non vogliamo nel modo più assoluto che qualcuno si faccia male. Inoltre, come ho avuto modo di dire, non è il Comune proprietario di quegli immobili e se anche i legittimi proprietari accogliessero questa proposta, l’amministrazione non ha disponibilità economia per accollarsi le spese di ristrutturazione”.

Le associazioni di mediazione culturale, poi, Lecce Accoglie, per esempio, si sono date da fare per individuare alloggi in affitto per gli immigrati, con prezzi che variano da 350 euro a 500 euro, ma gli affitti sono alti, dato che attualmente, per vivere nelle case delle “Giravolte” pagano intorno a 150 euro a testa. Intanto ne pomeriggio è previsto un latro incontro tra gli immigrati delle “Giravolte” e le associazioni. L’obiettivo è sempre quello di individuare nuovi alloggi. 

Il Comune di Lecce, in una nota, ha fatto sapere che "per venire incontro alle esigenze degli interessati da tempo lo Sportello socio-sanitario per l’immigrazione sta svolgendo un ruolo di intermediatore immobiliare alla ricerca di case da destinare ai cittadini extracomunitari che occupano gli alloggi delle Giravolte. Presso la sede dello Sportello è a disposizione un elenco di abitazioni in affitto già individuate dalla struttura e che hanno riscontrato un primo gradimento da parte di alcuni immigrati. “Metteremo a disposizione i nostri consulenti legali in maniera gratuita per la stipula di eventuali contratti di locazione”, ha assicurato il responsabile dello Sportello, Luca Cesano.  “Vogliamo evitare a tutti i costi lo sfratto – ha sottolineato dal canto suo il vicesindaco Carmen Tessitore – perché non è un provvedimento dignitoso né per chi lo promuove e tanto meno per coloro i quali lo subiscono”. 

 

Salvemini, che è capogruppo di Lecce Bene Comune, ha commentato così la giornata: "Resta la consapevolezza che se sin dall'inizio di questa vicenda si fosse fatto ricorso a sensibilità, responsabilità, buon senso, disponibilità non sarebbe stato necessario giungere a emettere ordinanze di sgombero. Una lezione di cui fare tesoro. Insieme ad un'altra, utile a sgombrare il campo da inutili pregiudizi politici: essere minoranza in consiglio comunale non impedisce al centrosinistra di sentirsi impegnato a fianco dell'amministrazione alla ricerca di soluzioni utili per la città. Anche oggi lo abbiamo confermato. Non è la prima volta e non sarà l'ultima".
 
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