Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Società del trasporto pubblico risparmiate dalla scure spending review

Le notizie trapelate nel corso della manifestazione sindacale di ieri che accumunavano Sgm, Stp e Fse alle aziende partecipate destinate alla liquidazione, smentite dal sindacato Cisal. Rimangono in piedi le problematiche interne

 

LECCE - Il sindacato Faisa Cisal invia una rettifica riguardo "agli allarmistici articoli di stampa locale che, impropriamente, vorrebbero accomunare in un unico destino tutte le società miste partecipate da enti pubblici", precisando "che il futuro delle aziende del trasporto pubblico locale e dei loro dipendenti (nel caso specifico di Lecce, Sgm ed Stp ) non è regolato dall’articolo 4 della legge “spending rewiev” che anzi, all’articolo16, espressamente esclude il Tpl dal taglio delle risorse".
 
Conseguentemente, spiega la nota, “i posti di lavoro di Sgm ed Stp non sono assolutamente minacciati dall’obbligo di dismissione previsto per le altre partecipate. Tuttavia, la esclusione del Tpl dall’obbligo di dismissione, non solleva affatto il sindacato dalla preoccupazione per le tre più importanti aziende operanti nel territorio provinciale, che soffrono, ognuna, di problemi propri".
 
In particolare, prosegue Faisa Cisal, "Sgm soffre il cronico ritardo con cui la commitenza, il Comune di Lecce, provvede ad erogare il corrispettivo del servizio. E’ obbligata a gestire l’oneroso “filobus” di cui nessuno avvertiva ed avverte la necessità. E’, altresì, vittima della mancanza di coraggio dell’amministrazione civica che, nonostante i tanti impegni preelettorali, non vara il nuovo piano della mobilità cittadina. Piano, illustrato, in pompa magna, a dicembre 2011 dall’allora assessore Ripa, allargamento della zona a traffico limitato e delle isole pedonali completamente interdette al traffico".
 
Per quanto riguarda Stp, "ancora oggi non è dato sapere come prevede di consolidare le economie straordinarie ed irripetibili al momento garantite dal contratto di solidarietà in atto e dai sub affidi, il primo scade il 31 maggio 2013, i secondi devono obbligatoriamente essere revocati prima dal primo gennaio 2014. Men che meno si sa su come Stp prevede di sopperire alla mancanza organica della manutenzione dei mezzi aziendali. Manutenzione oggi limitata alle sole riparazioni e i cui costi risulterebbero sensibilmente aumentati negli ultimi dodici mesi".
 
Per quanto concerne le Ferrovie dello Stato, invece, "è in corso una sorta di verifica contabile dal cui esito dipende il passaggio o meno della infrastruttura dal ministero alla Regione. In ogni caso alla preoccupazione per il futuro intero di Fse, dobbiamo aggiungere anche la preoccupazione per disposto dell’articolo 16 bis di recente aggiunto, con un maxi emendamento, alla spending rewiev . Il rischio che va scongiurato è che, al rinnovamento infrastrutturale dell' intera rete ferroviaria salentina, corrisponda poi un servizio limitato solo ed esclusivamente a poche ore del giorno e solo per alcune tratte. Il tutto, in dispregio del diritto alla mobilità dei salentini ed in danno della tanto decantata vocazione turistica del territorio".
 
"In ogni caso, per la tranquillità dei lavoratori e dei cittadini, il sindacato è già da tempo impegnato e vigila sia in difesa dei livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori, nonché in difesa del diritto alla mobilità dei salentini. In alcuni casi, anche sostituendosi all’ignavia di alcuni politici", conclude la rettifica.
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