Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Rudiae / Via Dalmazio Birago

Via Birago, sgomberati i locali. "Murata" l'ex Manifattura tabacchi

La società "Red srl", proprietaria dello storico stabilimento manifatturiero, ha predisposto un servizio di manutenzione, a seguito di una diffida ricevuta dal Comune di Lecce. All'arrivo degli operai, i vani erano però occupati

Un'immagine dello sgombero di questa mattina

LECCE  - Un gruppo di cinque, sei individui, ha dovuto abbandonare i locali che hanno ospitato, in passato, l’ex Manifattura tabacchi, in via Dalmazio Birago, nel rione San Pio. Gli “ospiti” abusivi, alcuni di nazionalità straniera, altri italiani, sono stati affidati alle assistenti sociali del Comune di Lecce, affinché venga trovata loro una sistemazione provvisoria, in attesa di un domicilio stabile.

In più tranche, gli agenti di polizia della sezione volanti di Lecce, assieme al personale della municipale, sono intervenuti nel corso dei mesi, per invitare gli “ospiti” a lasciare l’immobile, appartenente alla ditta immobiliare “Red srl”. Lo sgombero eseguito nel corso della mattinata ha preso il via proprio da una diffida che l’ufficio dell’assessorato all’Igiene e al Randagismo di Palazzo Carafa ha inviato alla società.

I proprietari della struttura, sollecitati dall’amministrazione leccese, hanno dunque predisposto una serie di sopralluoghi (già avviati una settimana addietro), assieme agli operai che avrebbero dovuto avviare un’opera di bonifica e messa in sicurezza dell’edificio, chiudendo quanto meno i locali che hanno l’affaccio diretto sulla via – risultando più accessibili- che rappresentano il vero oggetto di malcontento dei residenti della zona. I quali, in diverse occasioni, avevano anche lamentato la presenza di ratti, serpenti e cumuli di rifiuti.

L’impulso all’intervento, infatti, è partito dagli abitanti del quartiere, esasperati- a loro dire - dal viavai di gente nel cuore della notte, dal brusio, da quel continuo bivaccare. Così, durante la prima ispezione, quella degli addetti alla manutenzione, furono sorpresi circa quindici individui i quali - alcuni alternandosi, altri in pianta stabile- trascorrevano la notte all’interno, o avevano rimediato un alloggio di fortuna, improvvisando il rifugio. 

ll primo gruppo era stato allontanato in vista della disinfestazione che ci sarebbe stata poi, ritornando sul luogo dell’intervento, i dipendenti della società di manutenzione hanno incrociato altri occupanti. “Non ce la siamo sentita di dare avvio ai lavori, senza prima accertarci che queste persone potessero godere di un tetto sotto cuoi andare. Solo in un secondo momento abbiamo provveduto alla chiusura dei vani prospicienti la via e degli ultimi monitoraggi organizzativi a cui seguirò l’intervento di pulizia”, ha dichiarato  l’ingegnere Marco Attanasio, a nome dell'azienda immobiliare.

La zona è interessata da un piano generale di riqualificazione e riconversione edilizia, affidata a privati. Secondo il progetto, infatti, nell’area attorno all’edificio abbandonato dovrebbero essere realizzati dei parcheggi, piste ciclabili ed altri interventi di arredo urbano che, oltre ad un sostanziale restyling. 

Un paio di settimane addietro, intanto, tre individui, tutti di nazionalità bulgara, furono tratti in arresto dal personale della questura di Lecce, con l’accusa di furto, danneggiamento e occupazione abusiva di edificio. Sorpresi a rubare blocchi di ghisa di enormi dimensioni, avevano accatastato un quantitativo di circa 10 quintali, pronti per essere portati via. Assieme ai tre uomini, furono denunciati i loro famigliari, essersi stabiliti nel capannone, allestendo lì la propria abitazione, dotandola di energia elettrica. Che veniva procurata attraverso un cavo di alimentazione, lungo 200 metri, collegato direttamente ad una centralina esterna. 

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