Sgomento e tristezza per la scoperta di un delfino spiaggiato

L'hanno notato due podisti sul lungomare di Torre Lapillo. Sul posto si sono diretti guardia costiera e veterinario dell'Asl. Di solito il fenomeno avviene per perdita di rotta

TORRE LAPILLO – Occhi profondi e neri come la pece, dal taglio così dolce, che hanno visto i segreti delle profondità dei mari. La pelle ancora lucente e liscia che ha cavalcato le onde.

L’elegante corpo del delfino, immobile sulla battigia, con il rostro rivolto verso il mare, ha attirato questa mattina due podisti che si stavano allenando sul lungomare di Torre Lapillo, all’altezza di via Alvaro, non lontano dalla sede della guardia medica. In quella visione del mammifero adagiato a metà fra sabbia e linea d’acqua, la malinconica sensazione di un ultimo sussulto vitale, la ricerca di una via di scampo.  

Sgomento e tristezza sono i sentimenti dominanti, ogni volta che si scopre uno spiaggiamento. Tanto che in breve, in zona si è formato un capannello di passanti, alcuni dei quali hanno scattato fotografie per documentare l’evento, nella speranza che si riesca a fornire una spiegazione.

IMG-20161002-WA0009-2La domanda, in fin dei conti, è sempre la stessa che si ponevano già gli antichi, il perché di queste morti: spiaggiamenti sono documentati da secoli. I delfini, poi, attirano come calamite la curiosità degli uomini proprio per la loro intelligenza spiccata e il sistema sociale progredito, tanto da esercitare la suggestione di essere quasi cugini acquatici dell'ordine dei cetacei.   

La scienza risponde che di solito, siano gli spiaggiamenti solitari o di massa, il motivo ultimo è da ricercarsi nella perdita di rotta. Sarebbe però interessante anche indagare a fondo ogni volta sulle cause che provocano gli smarrimenti, se siano attribuibili a fattori naturali e/o in modo diretto o indiretto anche alle attività umane. Le teorie attuali sono diverse e molto discusse, tanto che dopo anni di dibattiti non si è ancora arrivati a definizioni univoche.

Il delfino trovato oggi, è stato segnalato alla guardia costiera dell’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea, che sovrintende su Porto Cesareo e marine. I militari hanno avvisato il veterinario dell’Asl che, dopo aver constatato l’effettivo decesso, ha disposto la rimozione della carcassa, di cui si sta occupando il Comune, tramite una ditta specializzata.

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