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L'imbarcazione a bordo della quale il giovane è stato issato, nel tentativo di salvarlo.

L'imbarcazione a bordo della quale il giovane è stato issato, nel tentativo di salvarlo.

Si cala in acqua per disincagliare una rete, muore annegato

Cosimo Casalino aveva 29 anni. Si è calato in mare, nel porto, per liberare una rete da un'elica di un peschereccio ma, forse colto da malore, non è più riuscito a risalire. Sul posto la capitaneria di porto e i sanitari del 118

 

GALLIPOLI – Una tragedia sul fronte del porto. E una giovane vita persa in fondo al mare, in circostanze tutte ancora da chiarire. Una città dilaniata da dolore e stretta fraternamente intorno alla famiglia di un pescatore del posto. Nel tardo pomeriggio di oggi, nel porto di Gallipoli, succede l’irreparabile. Un giovane  di soli 29 anni, Cosimo Casalino, detto Mino, è deceduto nel corso di un'immersione che secondo una prima ricostruzione dei fatti, avrebbe effettuato su richiesta dei membri dell’equipaggio di un peschereccio, per disincagliare una rete che avrebbe creato problemi alla barca, di rientro da una battuta di pesca, dato che la stessa sarebbe rimasta incastrata in un'elica. Secondo il racconto di alcuni testimoni invece non è escluso, che il giovane gallipolino si sia immerso nel fondale del porto  per recuperare un “corpo morto” al quale ormeggiare la cima di prua di un moto barca.

Mimino Casalino, aitante e corpulento, era conosciuto nell’ambiente proprio perchè al di la della sua attività di pescatore era solito effettuare delle immersioni e delle operazioni in fondo al mare per disincagliare le reti o recuperare le cime dei pescherecci che stazionano lungo la banchina Ferrovia del porto gallipolino. Per lui un “lavoro” di supporto e di ausilio ai pescatori e agli armatori per guadagnare qualche soldo in più per portare a casa la giornata. Casalino, secondo i primi accertamenti, poco prima delle 18 era intento ad aggiustare alcune reti nel porticciolo del Canneto, quando è stato chiamato da alcuni pescatori di un peschereccio, per prestargli soccorso per il problema dovuto all'elica. Un'operazione, a quanto pare, in cui era particolarmente pratico.

Casalino ha quindi indossato la muta per calarsi in acqua e liberare la rete o la cima aggrovigliata. Oppure, secondo l’ulteriore ricostruzione, per recuperare il corpo morto sui fondali del porto, ad una profondità di almeno 7-8 metri. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Alcuni  testimoni lo hanno visto calarsi e riemergere un paio di volte. Poi, nel tentativo di completare l’operazione, si è nuovamente calato sul fondo, ma non è più risalito, forse colto da un malore fatale. Non essendo più affiorato dopo oltre dieci minuti, è scattato l'allarme. 

Gli uomini a bordo del peschereccio Sant’Antonio V (che secondo le prime ipotesi dovrebbe essere quello che ha chiesto l’intervento del giovane ormeggiatore) hanno capito subito che la situazione stava assumendo una piega inattesa. Almeno tre membri dell’equipaggio si sono gettati in mare per cercare di recuperare Mimino Casalino. Il corpo del giovane è stato recuperato sott'acqua, ma il personale del 118 prontamente allertato e giunto nell’area portuale non ha potuto far nulla per salvarlo, perchè l'ormeggiatore era già morto.

Nel contempo sul posto sono giunti i militari della vicina Capitaneria di porto, gli agenti del commissariato di polizia, i carabinieri e i sanitari del 118 che, come detto, hanno tentato di soccorrere il malcapitato una volta condotto sulla banchina dall'equipaggio della barca. Purtroppo, però, il massaggio cardiaco è risultato vano.

11165_101745259847641_100000365024541_42387_5797297_n-2Non è ancora del tutto chiaro il motivo per cui il giovane non sia riuscito a riaffacciarsi in superficie: potrebbe essere rimasto bloccato da qualcosa, che gli ha reso impossibili i movimenti e, a quel punto, essere stato colto dal panico e, infine, da un malore. Saranno i successivi rilevamenti, comunque, a fare chiarezza sul drammatico episodio. La salma è stata trasportata presso la camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, su disposizione del pubblico ministero di turno, Stefania Mininni.

Nell’area portuale lungo la banchina dove attraccano i pescherecci è stato da subito un via vai di gente e un pellegrinaggio intriso di dolore. Si odono il pianto a dirotto di parenti e amici più stretti del giovane pescatore, mentre con il calare delle tenebre nell’area del porto riflettono solo i lampeggianti dei mezzi delle forze dell’ordine.

Un notizia choc che ha bloccato tutte le manifestazioni di piazza e gli incontri già programmati per la campagna elettorale. Nelle sale della biblioteca di Sant’Angelo si è chiuso in anticipo il confronto organizzato dalle associazioni culturali e cittadine (il giovane faceva parte di una di esse, la Off Limits) con quattro dei cinque candidati sindaci che si sono presentati all’appuntamento. Annullate anche tutte le manifestazioni legate alla campagna elettorale e in particolare i comizi previsti in piazza Carducci. Un segno doveroso di rispetto per onorare la memoria del giovane gallipolino tragicamente scomparso.          

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