Si dà malata, ma era a San Paolo del Brasile: condannato un medico

E’ di un anno e otto mesi di reclusione la pena inflitta a una 64enne di Campi Salentina, all’epoca dei fatti in servizio al pronto soccorso dell’ospedale “Melli” di Brindisi, accusata di truffa e falso ideologico

CAMPI SALENTINA - Attraverso un certificato medico che attestava la continuazione della malattia, avrebbe ottenuto la retribuzione da parte della Asl per cui lavorava, ma in realtà si trovava col coniuge a San Paolo del Brasile. Fu questa la scoperta fatta attraverso le indagini condotte dal pubblico ministero Milto De Nozza costata al medico (oggi in pensione), all’epoca dei fatti in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale “Melli” di San Pietro Vernotico (a Brindisi), una condanna a un anno e otto mesi di reclusione (col beneficio della pena sospesa) e 800 euro di multa.

La sentenza emessa nei giorni scorsi, al termine del processo discusso col rito abbreviato, dal giudice Cinzia Vergine, ha riconosciuto Maria Rosaria Trevisi, 64enne di Campi Salentina, responsabile dei reati di truffa, falsità ideologica e violazioni al testo unico sul pubblico impiego. Accuse queste mosse anche al collega, Marcello Zippo, 61enne leccese, che su richiesta della donna, attestò la continuazione del pregresso stato di malattia a seguito di una visita domiciliare avvenuta l’8 febbraio del 2016, provvedendo poi all’invio telematico del certificato. Ma l’inchiesta ha stabilito che la professionista sarebbe rientrata dal Brasile (dove si trovava dal 26 gennaio di quello stesso anno) due giorni dopo.

Stando all’accusa, dunque, la Asl avrebbe erogato somme non dovute (vista l’assenza dal servizio senza un giustificato motivo) per complessivi 11.780 euro.

Si è quindi concluso così il processo nei riguardi della 64enne che attraverso il suo legale, l’avvocato Antonio De Mauro, presenterà ricorso in appello non appena saranno depositate le motivazioni (entro novanta giorni).

Quanto al presunto complice (che durante l’udienza preliminare non aveva fatto richiesta di riti alternativi) sarà giudicato col rito ordinario. A sostenerlo ci penserà l’avvocato Davide Pastore.

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