Cronaca

Si difende al Riesame: "Cocaina per uso personale, gli appunti di gare a carte"

Maria Montenegro, monteronese finita nei guai il 4 novembre scorso, ha aggiunto che ammesso che erano suoi i 25 grammi di cocaina trovati dai finanzieri del Gico in auto, ma per farne uso personale. E nomi e cifre a suo dire sarebbero non nomi di clienti, ma punteggi di vecchie gare a burraco

MONTERONI DI LECCE - Ha ammesso che erano suoi i 25 grammi di cocaina trovati dai finanzieri del Gico (Gruppo investigativo sulla criminalità organizzata) nell'auto sulla quale viaggiava con altre due persone, ma di averli acquistati per farne uso personale.

E quei fogli sequestrati dai militari dove erano riportati nomi e cifre? Niente a che fare con l'attività di spaccio, facevano riferimento ai partecipanti e ai punteggi di vecchie partite a carte, nello specifico al “burraco”.

Si è difesa così Maria Montenegro, la monteronese finita nei guai il 4 novembre scorso, quando fu bloccata nei pressi dell'Ecoteckne sulla via per Monteroni. Dopo l'arresto, si avvalse della facoltà di non rispondere col gip Vincenzo Brancato, ma alla fine ha deciso di parlare davanti ai giudici del Tribunale del Riesame, ai quali si era rivolta nei giorni scorsi, attraverso l'avvocato Angelo Vetrugno, per ottenere la scarcerazione.

Il collegio (composto dal presidente Stefano Marzo e dai colleghi Anna Paola Capano e Antonio Gatto) le ha concesso la misura meno afflittiva dei domiciliari. Le motivazioni non sono ancora note, ma non è escluso abbia spostato l'ago della bilancia la tesi sostenuta dal legale che aveva evidenziato come le recenti modifiche sulla “lieve entità del fatto” in materia di stupefacenti non rendessero ammissibile, nel caso specifico, la detenzione carceraria.

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