Si finge pescatore, sequestro e verbale da 5mila euro

Multa da salasso per un uomo che si era piazzato con 35 chili di pesce preso chissà dove sulla banchina di Gallipoli, nell'area autorizzata solo agli operatori. Venti verbali anche ad automobilisti

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Salata come l'acqua di mare, la multa che un pescatore (o pseudo tale, che forse è la dicitura più giusta) ha beccato a Gallipoli domenica scorsa: il verbale elevato dai militari della guardia costiera ammonta a qualcosa come 5mila euro. E tutto il pescato, probabilmente non da lui, è stato sequestrato: ben 35,5 chilogrammi di prodotto ittico vario, poi donato, come da prassi, in beneficenza. Il contrasto alla commercializzazione non autorizzata di pesce nell'area portuale prosegue dunque a tutto spiano. La capitaneria di porto jonica ha predisposto un servizio "ad hoc", volto a tutelare il rispetto della normativa di settore e la sicurezza alimentare dei consumatori. Durante il sopralluogo sulle banchine commerciali del porto, dunque, e per l'ennesima volta, è stato individuato un venditore non autorizzato dalla stessa capitaneria che, ponendosi sul ciglio e confondendosi con i pescatori che godono della concessione per la vendita al dettaglio, esponeva il "suo" prodotto ittico.

La guardia costiera segnala, a tale proposito, come, in carenza di controlli assidui, sia piuttosto comune che soggetti completamente estranei al mondo della pesca espongano cassette, magari acquistate da un grossista o chissà dove, e si collochino nelle adiacenze delle banchine portuali. L'obiettivo è quello di far intendere di essere loro stessi pescatori. Ma la normativa consente solo ai pescatori professionisti, cioè quelli in regola con le autorizzazioni, di vendere direttamente dalla propria imbarcazione il proprio pescato giornaliero, per un massimo di 100 chili. Ovviamente, la tutela attuata è anche contro le forme di concorrenza sleale, rispetto a chi osserva le regole.
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Ma questo non è stato l'unico verbale elevato nello stesso giorno. Altra batosta l'hanno ricevuta una ventina di automobilisti, privi dell'autorizzazione che la capitaneria di porto accorda solo ad operatori portuali, a pescatori e alle ditte che ricevono il pescato dalla flotta peschereccia. Hanno infranto il divieto d'accesso nella zona "operativa portuale", peraltro noto e ben segnalato, posizionato in prossimità delle banchine. Curiosità: l'attiguo parcheggio portuale risultava nello stesso tempo semideserto. E così, a ciascuno dei trasgressori è stato contestato un verbale di 102 euro. Oltretutto, l'accesso di autovetture non autorizzate nelle zone operative può essere pericoloso. Si tratta di aree in cui transitano quasi ininterrottamente numerosi autoarticolati che trasportano soprattutto cemento per l'imbarco sulle navi "cementiere".

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