Si getta in mare per soccorrere il figlio, muore travolto dalle onde

Tragedia a San Foca, dove Sandro Curlante, 42enne, è spirato nel tentativo di salvare il figlio 16enne, che chiedeva aiuto. I due sono stati soccorsi da alcuni surfisti di passaggio, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare

San Foca.

 

SAN FOCA (Melendugno) – Le urla hanno attirato il padre. “Aiuto”, si sbracciava, il figlio, non ancora maggiorenne, a decine di metri dalla riva. Lui, Sandro Curlante, 42enne, di Melendugno, non ci ha pensato un solo istante. Ha lasciato la moglie sulla battigia ed è accorso disperato, gettandosi fra i flutti, temendo forse di non riuscire a farcela, annaspando, e rimanendo travolto a sua volta dalle onde.

Solo la prontezza di alcuni surfisti, ha permesso di trascinare a riva, salvo, il ragazzo. Per l’uomo, però, non c’è stato niente da fare. Una volta trasportato sulla spiaggia, era già privo di sensi. Inutili si sono rivelati tutti i tentativi di rianimarlo.

Una vera e propria tragedia ha scosso il pomeriggio, a San Foca, marina di Melendugno, non lontano dal lido Mamalù, sul lungomare Matteotti. Curlante, operaio melendugnese, stava trascorrendo la domenica in spiaggia, sul tratto libero, con la sua famiglia, quando, intorno alle 17,30, ha sentito gridare il figlio, appena 16enne.

Il ragazzo si era tuffato in acqua per un bagno refrigerante, ma il mare era particolarmente agitato, per il forte vento di tramontana imperversato fin dalla mattima. Probabilmente, trascinato dalla corrente, s’è trovato in un punto in cui non riusciva a posare i piedi sulla sabbia e a rientrare verso riva. Per questo, ha cercato di attirare l’attenzione delle persone presenti in spiaggia, a partire dalla sua famiglia.

sandro crulante due-2Il padre s’è subito gettato in acqua, ma è rimasto investito dai marosi. Alcuni surfisti, che si trovavano a breve distanza, accortisi della gravità della situazione, avevano già iniziato ad avvicinarsi. Hanno soccorso padre e figlio - mentre interveniva anche un pattino di salvataggio -, trasportandoli verso riva, dove, intanto, iniziavano ad arrivare i soccorritori, fra sanitari del 118, agenti di polizia municipale, carabinieri della stazione locale.

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Purtroppo, vani sono stati i tentativi di rianimare l’uomo. Il mare ha avuto la meglio sul suo coraggio che l’ha portato al sacrificio estremo, lasciando tutti nello sgomento. Il corpo di Curlante sarà trasferito nelle prossime ore presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Probabilmente verrà disposta un’autopsia. Non è da escludere che l’uomo, nei terribili attimi in cui ha tentato di mettere al sicuro il ragazzo, sia stato colto da un malore. 

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