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Si masturba davanti a una minorenne. Per il gip non è violenza sessuale: domiciliari, ma solo col braccialetto

Ha negato le accuse, oggi, durante l’interrogatorio, Salvatore Mariano, il 24enne di Bagnolo del Salento finito in carcere per aver molestato un’automobilista leccese e già noto alla cronaca per fatti analoghi

LECCE - Domiciliari ma solo a condizione che siano eseguiti col braccialetto elettronico: è questa la decisione presa dal giudice Sergio Tosi nei riguardi di Salvatore Mariano, il 24enne di Bagnolo del Salento finito in carcere martedì sera con l’accusa di aver provato a sottrarre il cellulare a una giovane automobilista, di averla trascinata nella sua vettura e di essersi masturbato dinanzi a lei.

All’esito dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto in mattinata, il giudice ha convalidato l’arresto riqualificando, in base a una recente sentenza della Corte di Cassazione (la numero 36742 del 2018), il reato di violenza sessuale in violenza privata, non essendoci stati contatti fisici con la vittima.

Durante il confronto, Mariano (assistito dall’avvocato Giangregorio De Pascalis del foro di Andria) ha rilasciato dichiarazioni spontanee per respingere le accuse: ha ammesso di aver chiesto indicazioni stradali alla 17enne, ferma al volante della sua minicar al semaforo di viale Japigia, a Lecce, e che questa gli avrebbe mostrato il tragitto sul telefonino per aiutarlo.

Stando alla sua versione, però, una volta che è stato riconosciuto come il “molestatore di Roma” (così come lo avevano etichettato giornali e televisioni a causa di precedenti vicende giudiziarie), la malcapitata si sarebbe ripreso il cellulare e gli avrebbe fatto presente di aver annotato il numero di targa; a quel punto, lui si sarebbe allontanato.

Il giudice non gli ha creduto, ritenendo attendibile la ricostruzione dei fatti resa dalla vittima, e gli ha concesso i domiciliari ma solo a patto che la sua abitazione risulti idonea all’installazione delle apparecchiature necessarie al funzionamento del sistema di controllo a distanza, altrimenti rimarrà in carcere perché è alto il pericolo di reiterazione del reato.

Questo, anche in considerazione del fatto che, Mariano, sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nella provincia di Lecce, applicatagli il 22 maggio scorso dal gip del Tribunale di Roma (in sostituzione di quella degli arresti domiciliari), sempre per  violenza sessuale, avrebbe molestato la ragazza proprio nella fascia oraria (dalle 23 alle 7), in cui non avrebbe dovuto allontanarsi da casa.

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