Si suicida con un colpo di pistola alla testa, era scomparso da mercoledì

Trovato nelle campagne intorno a Borgo Piave il corpo di un uomo di Lecce di cui non si avevano più notizie fin da mercoledì. La denuncia di scomparsa è stata inoltrata ieri, quando i famigliari hanno capito che non sarebbe più rientrato. L'auto era in una via interpoderale seminascosta

Sul luogo della tragedia.

BORGO PIAVE - L'hanno trovato intorno alle 11,35, disteso nella sua auto, una Renault Clio, la pistola ancora stretta fra le mani. Un colpo alla testa: così è morto un uomo di mezza età nativo di Surbo, residente a Lecce, scomparso fin dal primo pomeriggio di mercoledì.

Le ricerche del 50enne, operaio, sposato, erano state attivate il giorno successivo, rispetto alla scomparsa, anche con l'ausilio di due elicotteri dei vigili del fuoco, dei comandi di Bari e Lecce, ma l’esito è stato, purtroppo, nefasto. 

L'uomo si sarebbe tolto la vita assediato da problemi di natura personale. Ci sarebbero però anche motivi legati al lavoro. Già impiegato presso la Manifattura tabacchi, come tanti era in cassa integrazione e temeva ogni giorno di più per le sorti legate all'incertezza per il futuro. 

Il corpo è stato ritrovato nelle campagne di Borgo Piave, frazione nell'entroterra di Lecce, non lontano dalla marina di Frigole. E proprio nella zona di Frigole era stata localizzata per l’ultima volta la sua presenza, tramite cella telefonica. Tanto che l'elicottero ha sorvolato la zona e quelle limitrofe giorno e notte

Alla fine l'auto è stata localizzata proprio dall'alto ed è stata data comunicazione al personale che stava effettuando le ricerche a terra. Ma, purtroppo, quando carabinieri e pompieri hanno aperto lo sportello, nell'abitacolo hanno trovato l'uomo ormai privo di vita. 

Sul posto, questa mattina, sono stati chiamati i militari del reparto investigazioni scientifiche, per i rilievi di rito. Non vi dovrebbero dubbi sul fatto che l’uomo abbia rivolto l’arma contro se stesso; ovviamente, però, le indagini devono escludere con certezza assoluta qualsiasi altra dinamica. Altro aspetto di rilievo, sarà poi la verifica proprio sull'arma. Si tratta di una pistola con la canna modificata e matricola abrasa, detenuta quindi illegalmente. L'inchiesta dovrà dunque approfondirne la provenienza. 

A Borgo Pace si sono ritrovati anche i volontari del coordinamento provinciale di protezione civile, che hanno collaborato nelle ricerche. Alle operazioni i vigili del fuoco hanno partecipato inoltre con il personale Tas (Topografia applicata al soccorso) a bordo di un automezzo Pca (Posto di comando avanzato) nelle vicinanze del luogo in cui l’uomo era stato avvistato per l’ultima volta. 

Ritrovare il cadavere non è stato semplice perché si era inoltrato in una via interpoderale quasi nascosta, poco dopo l'abitato di Borgo Piave. Si tratta di una stradina sterrata che si prende sulla sinistra, rispetto a chi marcia in direzione di Frigole. Il 50enne, come detto, si era allontanato mercoledì, intorno alle 15.

I famigliari hanno atteso che rientrasse, ma, trascorsa una notte e l'intera mattinata di giovedì, hanno capito che poteva essere accaduto qualcosa di grave ed hanno sporto denuncia presso i carabinieri di Lecce. In tanti casi, anche molto di recente, la macchina delle ricerche messa in campo ha portato al felice esito di casi di scomparsa.

Ma si è trattato di allontanamenti volontari senza intenzioni suicide o di persone con problemi di natura psichica. In questo caso, evidentemente, il 50enne aveva fin da subito cercato un luogo riparato per portare a termine il terribile gesto di strapparsi la vita.

Le segreterie di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, intanto, hanno inviato una nota per esprimere "costernata solidarietà e vicinanza alla famiglia dell’operaio che ha compiuto l’estremo gesto". 

"Riteniamo che questo doloroso episodio possa essere considerato il segnale dell’evidente disagio sociale nel mondo del lavoro del nostro territorio che abbiamo denunciato più volte, da ultimo lo scorso 17 maggio con l’assemblea provinciale unitaria dei lavoratori del settore metalmeccanico, nella sede della Cassa edile di Lecce. Richiamiamo pertanto, ancora una volta - concludono i segretari Annarita Morea, Maurizio Longo e Piero Fioretti -, a responsabilità le aziende e le istituzioni perché episodi di questo genere non debbano mai più ripetersi".

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