“Siamo stati in farmacia”, ma lo scontrino è vecchio e lui ha cocaina nel calzino

Multe e denunce per i trasgressori. Sono 168 le persone controllate ieri dagli agenti della Questura di Lecce. Sanzionati anche cinque gallipolini. E non mancano i recidivi

LECCE - Avevano dichiarato di essere usciti in piena notte per recarsi in farmacia e di avere il viso malconcio per essersele date poco prima durante una lite, ma ai poliziotti avrebbero poi esibito uno scontrino vecchio di qualche giorno. E così che per la coppia, un 22enne leccese e una 42enne della provincia, fermata ieri a bordo di un’autovettura presa a noleggio, intorno alle 00.45, in via Trento a Lecce, è scattata la sanzione amministrativa disposta per chi viola gli obblighi d’uscita legati all’emergenza Covid-19. Ma non finisce qui. Nel giro di poche ore, i poliziotti avrebbero incontrato i due per altre due volte: alle 3, nel loro appartamento, in seguito alla segnalazione di una violenta lite da parte di alcuni cittadini, e nel pomeriggio, intorno alle 16, mentre percorrevano in moto viale Marche. E, in questa circostanza che, a causa del nervosismo mostrato dal conducente, il quale alla richiesta della patente avrebbe aperto un portafoglio ricco di banconote, destando ulteriori sospetti, e dei numerosi precedenti per spaccio di stupefacenti della ragazza, gli agenti avevano deciso di approfondire i controlli facendo non poche scoperte. Il ragazzo non solo andava in giro con la patente sospesa, ma anche con la droga. In particolare, durante la perquisizione eseguita negli uffici della Questura, addosso al giovane, in un calzino, sono spuntati due involucri con 1,72 grammi di cocaina e la somma di 545 euro. Inevitabile per lui, la denuncia per detenzione a fini di spaccio e che fa parte dei cinque provvedimenti inoltrati ieri all’autorità giudiziaria, all’esito dei controlli condotti dalla polizia per prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus, durante i quali sono state multate tredici delle 168 persone controllate.

Tra queste un 26enne leccese fermato di notte a bordo di un’autovettura AR159, sulla provinciale 364 in direzione San Cataldo-Lecce, che riferiva di aver conseguito la patente in Montenegro, ma di esserne sprovvisto in quel momento. Riguardo al veicolo esibiva una targa prova non esposta, senza esserne il titolare e priva di specifica autorizzazione.

Addosso il giovane, aveva contanti per 500 euro in tagli da 20, mentre nel mezzo è stato rinvenuto, tra il cambio ed il sedile lato conducente, un pacchetto di sigarette accartocciato con all’interno due involucri di cellophane con 1,88 grammi di marijuana.

Dalle successive indagini, si accertava che nel gennaio del 2019, l’uomo era già stato destinatario di una sanzione (peraltro mai pagata) per guida senza patente, in quanto mai conseguita, e pertanto veniva indagato per il reato di guida senza patente recidiva nel biennio e segnalato al Prefetto per uso non terapeutico di stupefacenti.

Le bugie sono costate care anche al tizio fermato ieri mattina, verso le 8, mentre percorreva a piedi viale Porta d’Europa: senza esibire un documento d’identità, aveva dichiarato di essere nato in Ucraina nel’96 e non forniva una valida giustificazione alla sua presenza a Lecce. L’uomo avrebbe ammesso di aver mentito solo una volta  accompagnato in Questura, dopo aver ricevuto le cure mediche da parte dei sanitari del 118 chiamati sul posto a causa del suo evidente stato di alterazione fisica.

Nelle maglie dei controlli per contrastare l'emergenza, ci sono anche i recidivi: in seguito a verifiche incrociate condotte dagli uomini del commissariato di Gallipoli, tre destinatari della multa di 533,33 euro, risultano tra quelli già denunciati nelle scorse settimane, quando erano in vigore le precedenti disposizioni governative, perché girovagavano per la città senza un buon motivo. Altri due gallipolini, inoltre, le cui dichiarazioni rilasciate al momento delle verifiche non sono state riscontrate dai militari, sono stati sanzionati con una contravvenzione di 400 euro, perché sorpresi a camminare per strada senza una valida ragione.

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