Sicurezza a Casarano e protocollo anti rapine in banche: doppio incontro in prefettura

Il prefetto di Lecce ha incontrato il sindaco casaranese, con cui firmerà un patto giovedì prossimo. Con Abi, invece, rinnovato accordo già esistente dal 2018. I sindacati confederali invitati al tavolo ma non sottoscrivono per ora il protocollo

Un momento della firma del protocollo.

LECCE - Sicurezza a tutto tondo: dall’intensificazione del controllo sociale (e non solo) a Casarano, a maggiori presidi negli istituti di credito. Doppio incontro, questa mattina, nella prefettura di Lecce. Il primo si è tradotto in una riunione tecnica per l’ordine pubblico e la sicurezza a Casarano. Nessuno stato di emergenza nella cittadina del basso Salento, rassicura il prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta che si è confrontata con il primo cittadino, Gianni Stefano, alla presenza dei vertici delle forze di polizia.

Giovedì prossimo sarà sottoscritto il patto per la sicurezza urbana a Casarano, appuntamento già calendarizzato ben prima del grave fatto di sangue di venerdì sera, in via Manzoni, dove un 28enne è rimasto ferito dopo una sventagliata di colpi di kalashnikov. "Episodio che giunge a tre anni dall’altro agguato in stile mafioso (quello di Augustino Potenza, ndr)", ha tenuto a precisare il prefetto. Non vi sarebbero duqnue, a detta del numero uno di via XXV Luglio, motivi di particolare apprensione. Il patto per la sicurezza urbana, esattamente come quello che ha già coinvolto la città di Lecce, aumenta le sinergie e le interazioni fra tutti gli enti e le agenzie coinvolte nel controllo (forze dell'ordine, vigilanza privata, istituzioni) e prevede l'installazione di più videocamere nei luoghi pubblici.

Il video: parla il prefetto leccese, Maria Teresa Cucinotta

È poi seguito il rinnovo del protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela, già sottoscritto nel 2018. Presenti, oltre al prefetto, ai sindaci della provincia e al presidente dell’ente provinciale, Stefano Minerva, anche Marco Iaconis, coordinatore del Centro di ricerca Abi (Associazione bancaria italiana) sulla sicurezza anticrimine. Al tavolo di oggi sono stati anche invitate le sigle sindacali confederali le quali non hanno però, almeno per il momento, sottoscritto il protocollo tra Abi, istituti di credito e prefetture. Un accordo che riguarda l’adeguamento anche tecnologico delle misure di sicurezze e dell’assistenza, nella cornice delineata dal ministero dell’Interno e con la collaborazione delle forze dell’ordine. Le organizzazioni sindacali hanno intanto posto dei quesiti, soprattutto relativi alla sicurezza di filiali collocate nelle periferie. Spesso - questo il loro curccio - negli sportelli non sono presenti presidi di guardiania. Un problema soprattutto negli uffici di periferia.IMG_1172-2

Un aspetto  quello sopracitato che, nonostante i numeri confermino il complessivo calo delle rapine nel Salento, per i sindacati non può essere trascurato: loro infatti propongono la presenza di una figura ad hoc piazzata davanti alla porta girevole delle banche. Una figura che darebbe l’ok ai clienti all’accesso. Ruolo che a detta delle sigle sindacali non deve spettare a un ordinario impiegato di banca: alle prese con operazioni di sportello, potrebbe infatti ritrovarsi ad aprire la porta in maniera distratta. In ogni caso, il focus di oggi è stato anche spostato sulle tabaccherie e sulle truffe bancarie. Previsto dunque non soltanto un adeguamento tecnologico sulla scorta dei nuovi e più efficienti dispositivi, ma anche una nuova formazione del personale dipendente e maggiori scambi di informazioni tra istituti di credito e forze dell’ordine.

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