Ulivi, eradicazioni riprenderanno al più presto. Il commissario: “Io eseguo la legge”

A Ugento per l'iniziativa sulle buone pratiche agricole, il comandante regionale del corpo forestale dello Stato, non lascia spiragli sulla sorte delle piante infette: gli abbattimenti saranno mirati ma bisogna renderne conto alle istituzioni europee

Foto di Vincenzo Tasco.

UGENTO – “Io devo eseguire la legge”. Così il commissario straordinario Giuseppe Silletti, a Ugento per l’iniziativa dedicata alle buone pratiche in agricoltura ha chiosato sulla questione degli abbattimenti degli alberi di ulivo infetti. Le autorità preposte all’ordine pubblico stanno valutando quali misure adottare perché gli interventi siano portati a termine in un clima più sereno rispetto a quello dei giorni scorsi e gli uomini della forestale continuano a notificare i provvedimenti ai proprietari dei fondi interessati.

A Oria, dove lunedì sono stati tagliati sette alberi, ne resta da abbattere un numero compreso tra 150 e 200, mentre nel focolaio di Veglie, in cui il giorno successivo la presenza di manifestanti ha sconsigliato anche di effettuare il semplice campionamento delle piante, solo 27. In queste località quindi potrebbero tornare quanto prima gli uomini dell’Arif per eseguire le eradicazioni. Si tratta, infatti, dei focolai dove è stata riscontrata la maggiore presenza di piante infette da Xylella fastidiosa, il batterio che, secondo la linea ufficiale, è il fattore determinante nello sviluppo del Complesso del disseccamento rapido dell’ulivo.

Il commissario ha assicurato, ancora una volta, che le motoseghe agiranno solo sugli alberi trovati positivi ai test di laboratorio. Ed è già – ha precisato - una forzatura rispetto al rigore europeo perché le procedure per i patogeni da quarantena imporrebbero l’abbattimento anche delle piante per le quali semplicemente si sospetta la malattia. In totale gli ulivi "condannati" potrebbero essere poche migliaia, a fronte di una popolazione di circa 11 milioni di piante nel Salento e di circa 60 milioni in tutta la Puglia: "Dobbiamo ricordarci che abbiamo degli obblighi verso il resto della regione", ha precisato il responsabile del piano operativo.

Del resto la pressione comunitaria Silletti l’avverte tutta ed è a Bruxelles che il comandante regionale del corpo forestale dello Stato si dovrà recare tra una settimana per rendere conto dei provvedimenti intanto attuati. “La prima domanda che mi faranno sarà: le eradicazioni le avete fatte?” spiega ad una giovane cronista lasciando intendere che la risposta che lui darà sarà importante per il successivo ragionamento sulle richieste di aiuti economici che l’Italia si appresta a fare e per la quale il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha garantito il massimo impegno. La partita in sede continentale diventa ogni giorno più spinosa: in Francia, paese che aveva decretato il divieto di importazioni dalla Puglia di specie vegetali, è stato segnalato il primo caso di Xylella, in una pianta di caffè, prelevata dal mercato di Rungis, alle porte di Parigi e importata dal Sud America attraverso l'Olanda.

Il commissario ha anche dichiarato che molto presto partiranno le sanzioni per i proprietari e i conduttori inadempienti rispetto all’esecuzione delle buone pratiche, considerate la prima azione di prevenzione delle diffusione dell'insetto vettore, comunemente noto come sputacchina. La più importante è senza dubbio l’aratura che oggi è stata eseguita su larga scala grazie alla mobilitazione del comitato spontaneo “Voce dell’ulivo” con l’adesione di Legambiente, di decine di amministrazioni locali, delle associazioni degli agricoltori e dei produttori. 

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