Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Sbarchi dei migranti: un’emergenza umanitaria da gestire meglio

Il sindacato di polizia Silp Cgil Lecce fa una fotografia del Centro di accoglienza Don Tonino Bello evidenziando tutte le lacune che rendono difficile la vita di chi sbarca sulle coste

Foto di repertorio

LECCE – Il sindacato di polizia Silp Cgil Lecce interviene in merito all’emergenza umanitaria degli sbarchi di migranti sulle coste pugliesi, sottolineando la propria soddisfazione per la sottoscrizione del Piano provinciale emergenza sbarchi avvenuta in prefettura: “La programmazione e il coordinamento tra tante diverse parti in causa sono sempre auspicabili e certamente foriere di buoni risultati nella gestione delle emergenze quando queste sono anche solo parzialmente prevedibili”, puntualizza in merito il segretario Antonio Ianne.

“La nostra segreteria, tuttavia, già da qualche tempo ha segnalato, anche formalmente, alcune gravi lacune soprattutto logistiche ma anche igienico-sanitarie e relative alla sicurezza inerenti alle quotidiane operazioni d’identificazione dei migranti, siano essi sbarcati sulle nostre coste o provenienti da altre province, presso il centro Don Tonino Bello di Otranto”, aggiunge. Le operazioni di prima accoglienza e d’identificazione si svolgono, infatti, presso il predetto Centro che è in condizioni “quantomeno non ottimali”. Il Don Tonino Bello, secondo quanto segnalato dal sindacato infatti, avrebbe spazi ridotti, nessun tipo di climatizzazione ed alcuni locali destinati a deposito di materiale vario. In più “i bagni comuni anche se separati per uomini e donne, bambini in cui le docce, anche loro comuni, sono chiuse con dei drappi in tela appesi da muro a muro e in cui vi sono degli ambienti destinati a deposito, collegamenti elettrici precari”. E ancora: “Vi sono accatastati materassi e reti metalliche per aumentare i posti letto, negli stessi ambienti le persone dormono in terra, consumano i pasti e sono sottoposte a identificazione anche tutto contemporaneamente”.

“L’esterno della struttura, dove vi è un piccolo parco, presenta varie zone utilizzate per depositare materiale di risulta proveniente non si capisce bene da dove - si legge ancora nella nota inviata dal sindacato- . Negli ambienti in precedenza solo sommariamente descritti, nel corso delle non semplici operazioni d’identificazione, migranti accolti e operatori della sicurezza, non solo della polizia di Stato ma anche della guardia di finanza e dell’arma dei carabinieri, nonché i volontari delle associazioni passano molte ore insieme in condizioni che ledono la dignità di tutti”. Infatti, uomini, donne e bambini accompagnati nel centro Don Tonino Bello non avrebbero possibilità di lavarsi e cambiarsi per molte ore dopo essere arrivati nella struttura e fino a quando non sono sottoposti a visita medica. Nel frattempo le operazioni d’identificazione sono avviate per accorciare i tempi, senza avere la certezza di non correre rischi per la salute di quanti operano per lavoro o volontariato nel Centro ma anche pur gli stessi immigrati.

“Anche se bisogna ricordare come, per quanto possa sembrare strano, tutte le persone sottoposte a visita medica sono dichiarate sanissime e quindi trasportabili in altre strutture – prosegue Ianne -. Forse è per questo che non sono distribuiti presìdi sanitari come guanti e mascherine che non provengano dalle associazioni di volontariato nonostante vari episodi di trasmissione di pidocchi e altro”. Altri disagi sarebbero determinati dalla mancata climatizzazione dei locali nei quali, a causa delle alte temperature estive, le condizioni di vivibilità diventerebbero impossibili. “Nelle notizie di stampa che si riferiscono alla sottoscrizione del patto provinciale abbiamo notato, tra le strutture utilizzabili, il palazzetto dello sport di Alezio che sarebbe destinato ad accogliere una sessantina di persone – aggiunge il segretario Silp - . Bellissima struttura per un’eventuale emergenza, ma la quotidianità dice che le persone ospitate nel Don Tonino Bello, a volte, sono anche di più, con 30 posti letto in circa 45 metri quadrati, e le condizioni per l’ordinario non sono assolutamente le stesse di quelle prospettate per le emergenze”. In ultimo il sindacato segnala come, nonostante gli appelli all’attenzione per mantenere alti i livelli di sicurezza, all’interno del parco di pertinenza del Centro vi siano oggetti utilizzabili per offendere di tutti i tipi e che forse la sicurezza degli operatori di polizia presso il Don Tonino Bello che merita una pur minima percentuale dell’attenzione dedicata ai cosiddetti obiettivi sensibili.

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