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Cronaca Centro / Via XXV Luglio

Trasporto degli studenti disabili, protestano i lavoratori: “Ripristinare il servizio”

Il sit-in davanti alla prefettura: i lavoratori sono stati ricevuti da due dirigenti di via XXV Luglio assieme ai delegati sindacali dei Cobas. Disagi per le famiglie costrette ad accompagnare personalmente i ragazzi disabili a scuola

LECCE – Ora che una ditta vincitrice c'è, che il servizio venga ripristinato al più presto e che i dipendenti storici restino sotto la tutela della clausola sociale. Protestano i lavoratori del trasporto scolastico degli studenti disabili del Salento. Si sono dati appuntamento nel pomeriggio di ieri, davanti alla prefettura di Lecce, accompagnati dai delegati sindacali dei Cobas. Questi ultimi hanno interpellato non soltanto il prefetto, ma anche Regione, Provincia, Ambiti territoriali e Comuni coinvolti.

Protagonista è il servizio pubblico per tutti gli studenti delle scuole superiori salentine che la Provincia di Lecce appalta su delega della Regione Puglia e che, nonostante si sia ad aprile, non e? stato ancora definito per l’anno scolastico in corso. Viene infatti tuttora svolto tramite proroghe mensili e settimanali. Nelle more della gara di appalto il servizio e? stato affidato temporaneamente a un raggruppamento di piccole imprese di trasporto che non garantiscono il servizio sull’intero territorio salentino. Il segretario provinciale del sindacato, Giuseppe Mancarella, ha infatti evidenziato come numerose famiglie salentine siano alle prese con l’assenza del trasporto e quindi con svariate difficoltà: i genitori, in alcuni casi, sono costretti ad accompagnare personalmente i propri figli a scuola.

 La gara (nella prima, a settembre, non si era presentato nessuno) ha visto un lungo processo che è terminato solo nei giorni scorsi, con l’assegnazione della gestione del servizio a una società di Noci in provincia di Bari, vincitrice dell’appalto. La ditta dovrebbe dunque prendere le redini del trasporto scolastico degli studenti affetti da disabilità entro metà del mese in corso. Ma lavoratori e sindacato temono che i termini possano slittare ancora. La richiesta emersa dal sit-in di protesta è dunque  quella relativa al rispetto della clausola sociale prevista dal bando come obbligo per il nuovo gestore che subentrerà e al ripristino, quanto prima, del servizio “tradizionale”.

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