Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Via Giuseppe Libertini

Da Frigole in città contro la chiusura dell'ufficio postale. Ma è troppo tardi

I residenti della marina si sono dati appuntamento presso la sede centrale di Piazza Libertini. Hanno incontrato, con una delegazione del Pd, la direttrice della filiale, Maria Gallo. Ma solo Roma può fare marcia indietro

Un momento del sit-in di questa mattina

LECCE - Una sessantina di cittadini, residenti a Frigole, si sono ritrovati questa mattina davanti dall'ingresso dell'ufficio delle Poste italiane, in piazza Giuseppe Libertini, per protestare contro la chiusura dello sportello della marina leccese, che rientra nel piano generale di riordino e razionalizzazione, a seguito del quale centinaia di sedi sono state disattivate in tutto lo Stivale.

Avevano, in più occasioni, dichiarato "inaccettabile e incomprensibile" la decisione di sopprimere un servizio offerto a circa duemila utenti, subita peraltro da altri comuni della provincia leccese.DSC_0318-2

E, questa mattina, hanno atteso, fino a dirigersi all'interno dei locali, di essere ricevuti dai dirigenti dello sportello del capoluogo salentino. Hanno incontrato Maria Gallo, direttore dello sportello del centro, la quale ha ribadito l'irreversibilità della chiusura, disposta a livello nazionale, senza possibilità di intervento locale.

 Assieme agli abitanti di Frigole, infatti, che conta una popolazione di mille e 800 abitanti, l'ufficio è utilizzato anche dalla comunità di militari, che orbitano intorno al poligono di Torre Veneri e da numerosi leccesi del capoluogo che frequentano l'ufficio della marina, per evitare la trafila delle filiali di città.

Presente durante il sit-in, una delegazione del Partito democratico che, nel corso delle ultime settimane, hanno appoggiato il malcontento, fungendo da cassa di risonanza.

Oltre a Teresa Bellanova e Salvatore Capone, hanno presenziato alla protesta anche i consiglieri Paolo Foresio e Antonio Rotundo. Questi ultimi avevano sollecitato, in sede di consiglio comunale, un intervento bipartisan in soccorso della comunità del borgo marino, composta soprattutto dai anziani.DSC_0317-2

A lamentare  disagi "collaterali" di un simile provvedimento, anche un paio di residenti più agguerriti, i  quali hanno denunciato una serie di disagi anche all'indotto economico locale: "La stessa farmacia, o le piccole drogherie, rischierebbero di essere penalizzate dall'assenza di clienti", ha fatto presente più di un manifestante. "Per non parlare- hanno proseguito - delle scomodità delle numerose persone anziane, che saranno costrette a recarsi fino a Lecce, per ritirare la propria pensione, o spedire una raccomandata".

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