Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

"Tribunale civile come un cantiere aperto". Sit-in di protesta dei dipendenti

Confsal Unsa ha organizzato un'assemblea all'ingresso della sede di via Brenta: rumori molesti, inalazioni di materiale polverizzato, nessun preavviso e grandi disagi. Il responsabile Morciano rassicura, invece, circa lo svolgimento ordinato dei lavori

Un'immagine della protesta

LECCE - Pavimenti divelti lungo i corridoi, senza trascurare gli avvallamenti e le buche. Rumori molesti divenuti la colonna sonora di una 'normale' giornata di lavoro. E poi colla, cemento, materiale plastico ridotti in polvere e pronti per l'inalazione involontaria.

Questo è ciò che, da un paio di giorni, si verificherebbe all'interno degli uffici giudiziari di via Brenta a Lecce: il tribunale civile trasformato in un 'cantiere aperto' senza che nessuno si disturbasse ad avvisare nè il personale dipendente, nè il medico responsabile e tanto meno il responsabile del servizio prevenzione e protezione.

La denuncia reca la firma del sindacato Confsal Unsa che, da oltre un mese, è impegnato sul fronte della sicurezza e dell'igiene all'interno delle sedi giudiziarie del capoluogo, tutte variamente interessate da disagi legati alle infestazioni di insetti e parassiti. La vertenza è seguita a livello centrale e sta interessando anche la segreteria nazionale del sindacato che, sul punto, ha richiesto l'apertura formale di un tavolo presso la Corte d'appello.

Ma, almeno sul fronte igienico, la situazione generale del Civile sembra essere meno preoccupante di quella che ha interessato i colleghi della sezione Penale di viale De Pietro. Restano, invece, i disagi legati ai lavori edilizi disposti dalla società Selma Bipiemme e cominciati praticamente all'improvviso. "Il pericolo per l'inalazione delle polveri interessa sia gli avvocati ed il personale dipendente, che i cittadini che si recano qui per le udienze – ha spiegato il segretario Confsal, Giovanni Rizzo -. I lavoratori hanno accusato già alcuni disturbi fisici, in particolare all'altezza delle vie respiratorie. La situazione, insomma, è davvero insostenibile perché il cantiere è attivo durante il normale orario di servizio e reca danno, producendo inquinamento acustico ed atmosferico".

Per far sentire la propria voce, i lavoratori oggi si sono riuniti in assemblea all'interno dell'atrio che ospita l'ingresso del palazzo. E hanno voluto ribadire il paradossale risvolto della vicenda: "E' assurdo che proprio in questa sede non vengano rispettare le leggi e le norme che devono regolare lo svolgimento dei lavori edilizi", ha puntualizzato Rizzo.IMG_3207-2

In realtà la protesta dei dipendenti ha già sortito i primi effetti: il cantiere, oggi, era del tutto fermo e i lavori hanno interessato soltanto le aule dei giudici site al V piano. Le prime rassicurazioni sul prossimo futuro, peraltro, sono arrivate direttamente dall'ingegnere Antonio Morciano, responsabile della sicurezza: "Già da oggi, una ditta incaricata da Selma provvederà a pulire i pavimenti mentre i lavori che risultano rumorosi e molesti non si svolgeranno prima delle ore 14.00. Le restanti operazioni verranno effettuate, comunque, in assenza di personale".

L'ingegnere ha fornito una sua spiegazione circa l'origine di questa situazione caotica legata, probabilmente, ad un difetto di comunicazione interna: "Questi lavori erano urgenti, ma è mancato un adeguato coordinamento in fase operativa". Per i segretari Confsal si è tratta di una prima vittoria  nell'ambito di una partita che, però, non si può dire chiusa.
 

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