Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Stadio / Via Brenta

Situazione igienica in Tribunale, Confsal-Unsa consegna dossier al ministro

A comunicarlo è il segretario generale della Confsal-Unsa, Massimo Battaglia, che precisa: “La consegna è avvenuta durante un incontro ufficiale presso il ministero". Andrea Orlando ha incaricato il capo di gabinetto di aprire un fascicolo sull'argomento. "No a soluzioni tampone"

LECCE - “Il ministro della giustizia Andrea Orlando ha ricevuto dalle mie mani, l’11 luglio scorso, un primo dossier sulla precaria situazione igienico-sanitaria e strutturale del palazzo di giustizia di Lecce”.

A comunicarlo è il segretario generale della Confsal-Unsa, Massimo Battaglia, che precisa: “La consegna è avvenuta durante un incontro ufficiale presso il ministero. Il ministro ha incaricato il capo di gabinetto di aprire un fascicolo sull’argomento, che comprenderà anche la nutrita rassegna stampa resa possibile dagli organi di informazione salentini, che ringraziamo per il loro importante contributo alla trasparenza. Si prenda atto dell’importanza che il sindacato ha avuto nel sensibilizzare le parti e l’opinione pubblica”.

Il riferimento è ai recenti episodi d’infestazioni di pulci e altri insetti in varie sedi dei tribunali salentini, principali e distaccate, con  il culmine clamoroso delle udienze sospese dal gip, arresosi di fronte all’emergenza.       

“Abbiamo poi preparato – dice Battaglia – una lettera per il presidente della Corte di appello e tutti i capi d’ufficio, affinché rispettino, come finora non hanno fatto, la normativa contrattuale che prevede, in materia di igiene e sicurezza sul luogo di lavoro, l’informazione preventiva e successiva, nonché la contrattazione su tutte le misure da prendere e poi attuate”.

“Intanto leggo – nota ancora Battaglia – che ci si palleggia le responsabilità su come si sia arrivati alla situazione odierna. Ma a noi, in nome del personale, interessa sapere solo cosa si intende fare per risanare radicalmente gli ambienti”.

Questa disinfestazione straordinaria è solo un palliativo e non basta: anche perché abbiamo le prove che non è stata fatta in tutti i locali. Infatti – aggiunge -, ci risulta che molte stanze siano state trovate chiuse a chiave dagli addetti alla disinfestazione. I dipendenti erano stati, o no, avvisati uno per uno di lasciarle aperte? Si intende tornare a disinfestare quelle omesse?”

“E in ogni modo- di domanda ancora -, non esistono in dotazione all’ufficio i doppioni di ogni stanza, e non erano nella disponibilità del personale che ha accompagnato la ditta incaricata? Infine, la disinfestazione va allargata a tutti gli edifici di via Brenta, pure a rischio: non dimentichiamo che l’ufficio del Giudice di pace è infestato dai ratti”.

“Allo scopo di uscire dal pressappochismo, precisare ruoli e responsabilità, adottare procedure stabili e tracciabili, abbiamo lanciato l’idea di un tavolo aperto e ora la rafforziamo con l’idea di un protocollo tra Comune, Uffici giudiziari, rappresentanze del personale, da sottoscrivere e rendere pubblico – conclude -, per la tranquillità dei dipendenti, degli operatori, dell’utenza e dei cittadini tutti”.

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