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Slot machine & Sacra Corona Unita, chiusa l’inchiesta: 29 indagati

Giungono al capolinea le indagini che il 22 gennaio aprirono le porte del carcere a due imprenditori di Galatina impegnati nel mercato del gaming, con l’operazione “Dirty Slot”

GALATINA - Restano 29 gli indagati nell’inchiesta “Dirty Slot”  su presunti intrecci tra mafia e gaming e tra questi spiccano i nomi degli imprenditori di Galatina Massimiliano, di 48 anni, e Alberto Marra, di 50, che il 22 gennaio scorso finirono con altri nel blitz dei finanzieri del Gico del Nucleo di polizia economico e finanziaria di Lecce, il gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata.

Secondo gli accertamenti svolti dall’Antimafia, avviati in seguito alla denuncia di un imprenditore del settore e svolte col contributo dei collaboratori di giustizia, i due fratelli si sarebbero avvalsi della forza intimidatoria dei clan della Sacra corona unita di Lecce, Brindisi e Taranto per avere il controllo del mercato delle slot machine, delle scommesse on line e dei videopoker, ricompensandoli economicamente.

Si legge questo nell’avviso di conclusione delle indagini notificato nelle scorse ore, oltre che ai Marra, ad altre 27 persone: Gabriele Antonio De Paolis, 44enne, di Noha (frazione di Galatina); Luigi Marra, 77enne di Galatina; Pamela Sabina Giannico, 46enne di Galatina; Leonardo Costa, 47 anni, di Corigliano d’Otranto; Andrea Bardoscia, 30enne, di Galatina; Daniele Donno, 27enne, di Corigliano d’Otranto; Paolo Baldari, 52enne, di Galatina; Luigi Cleopasso, 41 anni, di Galatina; Ivan Corrado, 44enne, di Supersano; Elisa Cuppone, 42enne, di Gallipoli; Pompeo Alessandro D’Amilo, 28enne, originario di Matera ma residente a Racale; Federica Immacolata Fiamma, 27enne, di Gallipoli; Caterina Fiore, 40enne, di Gallipoli; Giovanni Fiore, 45enne di Gallipoli; Roberto Gervasi, 27enne, di Corigliano d’Otranto; Stefano Greco, 32enne di Aradeo; Felice Pasimeni, 46 enne di Mesagne; Riccardo Pizzolante, 43enne di Racale; Daniele Puscio, 45enne di Carmiano; Lucio Riotti, 54enne di Carmiano; Bruno Romano, 50enne di Galatina; Giuseppe Spagnolo, 56enne di Galatina; Stefano Villani, 43enne di Soleto; Antonio Vizzi, 52enne di Galatina; Luigi Vizzi, 60enne di Aradeo; Maurizio Zilli, 37enne di Galatina, e Luigi Paternostro, 44enne di Torre del Greco, domiciliato a Lecce.

I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di concorso esterno in associazione mafiosa, associazione a delinquere, frode informatica, illeciti nelle comunicazioni telematiche o informatiche con l’aggravante del metodo mafioso, violazioni alla legge sul gioco e sulle scommesse, trasferimento fraudolento di valori, estorsioni, tentate e riuscite, aggravate dal metodo mafioso.

Secondo l’accusa, inoltre, Massimiliano Marra, legale rappresentante della Teknowin srl per evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, si sarebbe avvalso delle fatture emesse da Paternostro, titolare della impresa denominata “Leas di Paternostro Luigi", per operazioni inesistenti relative ad acquisti per oltre 70mila euro di parti accessorie di slot machine.

Ora gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere interrogati dal pm attraverso i loro avvocati (Giovanni Colomba, Giuseppe Romano, Francesco Vergine, Donato Mellone, Angelo Ninni, Stefano Prontera, Donato Sabetta, Carlo Martina, Dimitry Conte, Giuseppe Romano, Massimo Manfreda, Giuseppe Pellegrino e Simona Ciardo).

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