Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Smontano masseria a pezzi, acchiappati ladri di tufi

Un 41enne di Racale ed un rumeno di 37 accusati di furto aggravato in concorso: sono stati sorpresi a Melpignano mentre smontavano "chianche" in pietra leccese da una masseria caricandole su un camion

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"Oh issa, oh issa, oh issa? stacca la chianca, carica la chianca, stacca la chianca, carica la chianca?" C'è una masseria di proprietà di un magliese che sorge in località Sant'Aloia, nei dintorni di Melpignano diventata da tempo ritrovo di predoni. Anzi, meglio dire che c'era una masseria, perché ormai, dopo bizzeffe di visite, di questa struttura dismessa che sorge al centro di una tenuta ormai resta ben poco. Tra i frequentatori del luogo, almeno fra quelli scoperti dai carabinieri, un autista di Racale ed un operaio rumeno residente a Casarano. Arturo Rahino, 41 anni, il primo; Sorin Anghel Trandafir, 37 anni, il secondo.


I due sono stati sorpresi nella mattinata di ieri. Erano nel vivo del "lavoro", stavano smontando grossi tufi in pietra leccese per caricarli su un autocarro Iveco di proprietà della ditta di trasporti di Racale presso la quale è impiegato Rahino. Ma la visita inattesa dei carabinieri li ha bloccati. Avevano già asportato sedici di questi tufi. Non hanno potuto proseguire oltre. Sono stati messi in una camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo, l'autocarro posto sotto sequestro. L'accusa per loro è di furto aggravato in concorso.

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