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Cronaca

Sms alla moglie: "Troppi debiti, mi uccido". Lo salvano in extremis

Un carrozziere 52enne leccese trovato dopo un'indagine lampo dalla polizia, in una zona isolata, nei pressi del centro commerciale di Cavallino. La moglie è corsa in questura colta dal panico, dopo aver letto raggelanti messaggi

 

LECCE – Strozzato dai debiti, contratti per mandare avanti la sua attività, una carrozzeria, G.C., 52enne, leccese aveva deciso di farla finita. L’onda lunga della crisi sta risucchiando nel vortice soprattutto i piccoli imprenditori. Alcuni, purtroppo, forse anche troppi, in Italia, hanno già pagato dazio in questi mesi con un gesto estremo che ha lasciato nello sconforto intere famiglie. L’ennesimo caso, però, s’è concluso con un pianto liberatorio, fra le braccia degli agenti di polizia mobiliati senza sosta per cercarlo, lottando contro le lancette dell’orologio che battevano impietose, nel timore di non trovarlo, di arrivare troppo tardi.

L’allarme è scattato intorno alle 13,40. E’ stato a quell’ora che le pattuglie già disseminate sul territorio, fra Lecce e comuni limitrofi, hanno ricevuto dati anagrafici e descrizione somatica del titolare della carrozzeria. Poco prima, la moglie del 52enne, si era precipitata in preda al panico in questura, chiedendo aiuto. E mostrando ai poliziotti i messaggi giunti sul telefonino, spediti dal marito, che non era rientrato più a casa. Sms raggelanti, dal tenore inequivocabile, che annunciavano propositi nefasti, il compimento di un “gesto estremo”,  motivandolo con i gravi problemi economici in cui versava a causa di numerosi pagamenti mai ricevuti per prestazioni di lavoro, che l’avevano sospinto a sua volta, in una spirale perversa, a contrarre debiti per mandare avanti l’attività.

La donna ha spiegato ai poliziotti di aver invano cercato di mettersi in contatto il congiunto, fino a maturare l’idea che solo sporgendo denuncia per allontanamento, sarebbe riuscita, forse, a strapparlo da un destino crudele. Gli agenti della sezione volanti hanno subito attivato le ricerche, ascoltando anche conoscenti e parenti dell’uomo. Le indagini – con l’aiuto della squadra mobile - anche di tipo tecnico, intercettando il segnale Gsm, hanno permesso d’individuare la cella alla quali si era agganciato il telefono mobile. Indagini assolutamente tempestive, perché in breve i poliziotti hanno individuato anche il luogo in cui quasi certamente l’imprenditore si era recato. Una volante è così scattata nel posto indicato, nei pressi del centro commerciale di Cavallino, in una zona isolata. Fino a trovare l’auto dell’imprenditore.

L’uomo era nell’abitacolo. Non aveva armi, come una pistola, o altro, ma era comunque determinato nel suo intento, e un modo l'avrebbe sicuramente trovato. Gli agenti l’hanno invitato a scendere. Solo dopo un lungo dialogo e grazie all’atteggiamento rassicurante dei poliziotti, il 52enne s’è sciolto in lacrime, confidandosi, e riconoscendo che, senza il loro intervento, si sarebbe sicuramente suicidato, non trovando alcuna via d’uscita per la sua grave situazione economica. Pericolo scongiurato, per fortuna. E, per tutti, una nuova storia che risuona come un invito ad una riflessione profonda sulle crepe della società.

 

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