Cronaca Via Umberto I

"Nella Concordia come nelle grotte". Il ricordo dei salentini nel ventre della nave

I tre componenti della squadra del soccorso alpino hanno ricevuto una targa dal presidente della Provincia. Per cinque giorni al fianco e dentro il relitto in condizioni difficili. Con un'attrezzatura unica nel comparto

I subacquei del soccorso alpino con il presidente della Provincia

LECCE - Cinque giorni all'isola del Giglio non si scordano facilmente. Comunque. C'è che li trascorre in vacanza e chi, invece, per lavoro. Come Andrea Costantini, Antonio Alba, Antonio Pagliara, i tre salentini del Soccorso alpino e speleologico, impegnati insieme ad altri quindici colleghi - i più esperti e specializzati in Italia - nelle ricerche dei dispersi della "Concordia", la nave da crociera incagliatasi nelle secche dell'isola toscana e piegatasi irrimediabilmente su un lato mentre, a bordo, si era scatenato il panico dopo interminabili momenti di confusione. Ad oggi sono 16 le vittime accertate, 22 i passeggeri di cui non si sa nulla.

La squadra della stazione Salento è rimasta operativa dal lunedì al venerdì. I tre componenti, due sub, Costantini e Alba, più un elemento di supporto, Pagliara, hanno effettuato due missioni. Grazie ad una dotazioni particolare, che gli altri corpi di soccorso non hanno, possono essere autonomi anche 5-6 ore ed immergersi fino a 100 metri: al posto delle tradizionali bombole, dispongono infatti di un sistema a circuito chiuso con riciclo di aria. Nel caso della "Concordia" la profondità è stata molto minore ma le difficoltà stavano nel muoversi in un ambiente ristretto, con visibilità ridotta al minimo. Una notte senza fine, indipendentemente dall'ora dell'immersione, avvenuta in entrambi i casi nel pomeriggio. Ed è per queste condizioni estreme che i salentini sono stati allertati sin dalle ore successive alla tragedia. Perchè sono specializzati in ricerche nelle grotte, sia areate che subacquee, e nei relitti. 

Proprio per la similitudine tra gli scenari ha portato i soccorritori del Soccorso alpino in prima linea. "La progressione è molto difficile. All'interno della nave - ha spiegato Antonio Pagliara - si sono aperte tutte le riserve alimentari e si è creata una intensa torbidità dell'acqua. Dal fondo si è staccata la moquette che ha iniziato a fluttuare. Tutti questi ostacoli creano difficoltà tanto nella progressione, quanto nella visibilità: qualsiasi materiale in sospensione può creare delle ombre e falsare la prospettiva degli spazi. Sono  gli stessi problemi che si pongono in altri ambienti confinati, come le grotte". 

I tre, questa mattina, accompagnati da Paolo Solombrino - responsabile per il Salento - hanno ricevuto dal presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, un targa di riconoscimento, per la professionalità  dimostrata nel momento del bisogno, rappresentanto nel migliore dei modi la solida cultura di solidarietà del Salento. 

 

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