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"Ingerenze della criminalità organizzata": sciolto il Consiglio di Sogliano Cavour

La delibera del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’interno Matteo Salvini. All'origine l'operazione "Contatto"

SOGLIANO CAVOUR - "Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Matteo Salvini, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Tuel), ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Sogliano Cavour, in ragione delle riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata". Il dispaccio parla chiaro e non c'è bisogno di ulteriori commenti. Arriva in serata e preannuncia un'altra bufera su un Municipio salentino. Tutto dopo l'operazione "Contatto" dei carabinieri, con al centro lo storico clan Coluccia della Scu, egemone su Galatina e territori vicini.

Nell'ottobre scorso, per una verifica sul Comune di Sogliano, si era insediata un'apposita commisione d'inchiesta. Bisognava valutare la profondità del coinvolgimento degli intrecci Un vero e proprio terremoto giudiziario aveva scosso, all’alba del 5 settembre scorso, il piccolo comune della Grecìa salentina. Sogliano è entrata nella vicenda per via di Luciano Biagio Magnolo, ex vicesindaco e assessore comunale ai Servizi sociali di Sogliano Cavour, uno degli indagati eccellenti nell'operazione.

Magnolo è accusato di aver svolto un ruolo all’interno dell’organizzazione. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe canalizzato le risorse pubbliche destinate alle emergenze sociali verso gli affiliati del clan. Avrebbe agevolato la assunzioni di parenti di questi ultimi, dirottando le risorse economiche anche per il mantenimento dei famigliari detenuti. All’ex esponente politico si contesta anche di essere presumibilmente intervenuto per affievolire le misure cautelari di individui vicini al clan. Magnolo è fra coloro che nella vicenda non ha chiesto riti alternativi, dopo il rinvio a giudizio.

E' il terzo sciolto per infiltrazioni mafiose

Il Comune di Sogliano, dunque, è stato sciolto proprio a seguito dei risultati dei lavori della commissione insediatasi lo scorso ottobre ma che trae origine, come detto, dalle risultanze investigative dell’indagine “Contatto” della compagnia dei carabinieri di Maglie, coordinata dalla procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dal sostituto srocuratore Roberta Licci.

Era la mattina del 5 settembre 2017 quando i carabinieri del comando provinciale di Lecce diedero esecuzione a 37 provvedimenti cautelari di cui venti in carcere e diciassette domiciliari,  tutti indagati a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, associazione a delinquere finalizzata l traffico di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, ricettazione, rapina tra i reati principali ed era stata evidenziata la capacità del clan di  influenzare e talvolta corrompere pubblici amministratori.

Il Comune di sogliano Cavour è il terzo sciolto nella provincia dopo Parabita, per il quale erano emerse infiltrazioni a seguito dell’indagine “coltura” del Ros di Lecce e della Procura, che aveva evidenziato connivenze con il clan Giannelli e successivamente il Comune di  Surbo sempre a seguito di un’indagine dell’Arma dei carabinieri, coordinata dalla Procura, la “Pugnae” che aveva evidenziato, anche in questo caso, il condizionamento della pubblica amministrazione da parte di soggetti contigui alla criminalità organizzata.

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