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Finte scommesse coi soldi di un architetto ludopatico, condannato un 44enne

E’ di due anni e mezzo la pena inflitta a Marco Sergi per circonvenzione di incapace. Per l’accusa, insieme al fratello, si fece consegnare assegni per una cifra sui 190mila euro

LECCE - Approfittando della ludopatia di un anziano architetto, gli avrebbe spillato ingenti somme di denaro per un totale di circa 190mila euro, sostenendo di avere scommesso per lui su competizioni sportive e di aver perso puntualmente. Ieri,  è arrivata una sconfitta peggiore per il sedicente giocatore, Marco Sergi, 44 anni di Corsano, quella con la giustizia.

Il giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce Bianca Maria Todaro, dinanzi alla quale ieri sera si è concluso il processo, gli ha inflitto due anni e mezzo di reclusione (a fronte dei 4 anni invocati dalla pubblica accusa), più una immeditata liquidazione del danno di 50mila euro (il resto sarà quantificato e liquidato in separata sede) alle parti civili (in aula con gli avvocati Paolo De Giorgi e Maurizio Scardia).  Circonvenzione di incapace, è stata questa l’accusa contestata dall’inchiesta condotta  dal sostituto procuratore Donatina Buffelli, che vedeva come complice anche il fratello di Sergi, Damiano (già condannato in primo grado a due anni e tre mesi).

Stando alle indagini, il 44enne, approfittando della propensione patologica al gioco d’azzardo del professionista, dal mese di giugno 2009 fino all’estate successiva, lo avrebbe convinto a emettere numerosi assegni per complessivi 189mila euro, e anche a emettere assegni in bianco quale pagamento di giocate eseguite per suo conto con esito negativo.

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro 90 giorni) l’imputato valuterà il ricorso in appello con l’avvocato Luigi Corvaglia.

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