Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Soldi, barche e proprietà spillati? Si va a processo

Un 50enne di Copertino, secondo la Procura, avrebbe approfittato di una persona affetta da alcuni problemi, con una serie di raggiri per centinaia di migliaia di euro, facendosi intestare proprietà

Procura-38

Avrebbe guadagnato la fiducia di una persona affetta da problemi, approfittando del suo stato di solitudine a causa del decesso dei genitori adottivi, spillando soldi, case e auto. Antonio Pinto, 50enne di Copertino, è stato rinviato a giudizio. Dovrà difendersi dall'accusa di circonvenzione di persone incapaci e il processo, così come disposto dal gup Nicola Lariccia, si aprirà il prossimo 25 giugno presso il Tribunale di Maglie. Abusi e raggiri sarebbero stati consumati con sistematica frequenza, secondo i risvolti delle indagini. La presunta vittima, uin 42enne di Muro Leccese, affetto da un disturbo bipolare, sarebbe stato imbrogliato nella stipula di un atto di compravendita immobiliare a favore di Pinto e della moglie, con cui si attestava il trasferimento della piena proprietà immobiliare di un appartamento che sorge a Gallipoli con il prezzo fittizio di 36mila euro; in realtà la parte acquirente non avrebbe versato alcuna somma a titolo di corrispettivo per la cessione.

Lo scorso 20 ottobre 2005 Pinto avrebbe convinto la sua vittima ad effettuare un bonifico a favore di un suo nipote per l'acquisto di un'Audi, che il neo-imputato avrebbe poi provveduto ad intestarsi. Auto, ma anche imbarcazioni spillate attingendo dal patrimonio del 42enne. Tre mesi dopo altro presunto bluff, con l'acquisizione di un'imbarcazione, poi utilizzata da Pinto in via esclusiva. Ancora soldi, un fiume di denaro regolarmente attinto da un conto corrente contestato, secondo le accuse formulate dalla Procura. Abbastanza oliato lo stratagemma che sarebbe stato utilizzato: il malcapitato sarebbe stato costretto a prelevare, tramite assegni circolari, dal proprio conto la somma di 160mila euro per poi girarla sul conto contestato.


Simili, supposti imbrogli, si sarebbero verificati con cadenza costante fino al 16 febbraio del 2007, quando Pinto avrebbe costretto il 42enne a sottoscrivere una distinta di prelevamento in contanti dal medesimo conto, una somma di 70mila euro, dietro la falsa promessa della costituzione di una società commerciale per la vendita di auto usate da acquistare in Germania; le indagini avrebbero accertato come Pinto si avrebbe intascato i soldi. Ridotto al lastrico, il malcapitato, assistito dall'avvocato Dimitry Conte, ha sporto querela negli uffici della guardia di finanza di Maglie dando il via alle indagini. Pinto è difeso dall'avvocato Mario Ciardo.

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