Soleto, una Rsa “incubatrice” di Covid-19 senza più il personale

La paradossale vicende della casa di riposo "La Fontanella": cinque anziani e quattro operatori infettati, altri tamponi da ripetere, ottanta ospiti nel limbo. Il sindaco Vantaggiato emette un'ordinanza. Da domani procederà Sanitaservice

SOLETO – La curva dei contagi avrà fatto registrare anche una diminuzione, come suggeriscono i numeri ufficiali diramati nel tardo pomeriggio dalla Regione Puglia, ma il caso che si sta verificando in queste ore a Soleto, nel cuore della Grecìa Salentina, ha qualcosa di paradossale, forse unico nel suo genere: oltre ottanta anziani sono praticamente in balia di se stessi, rinchiusi nella residenza socio assistenziale privata “La Fontanella” di viale Italia.

Fra loro, separati dagli altri, certo, ma praticamente in queste ore sospesi come tutti in un limbo in cui manca la pur minima assistenza (fatta salva, per il loro caso specifico, quella dei medici dell'Asl), anche diversi pazienti positivi al temibile virus Covid-19, che ha già mietuto proprio fra gli ospiti una vittima, una donna di 95 anni di Serrano, frazione di Carpignano Salentino, deceduta in ospedale, a Lecce, alle prime ore del 22 marzo.

Un numero imprecisato di positivi

Ma quanti sono, esattamente, gli anziani pazienti e gli operatori colpiti dal nuovo ceppo di coronavirus? Un numero preciso, per ora non si conosce. L’ultimo messaggio del sindaco Graziano Vantaggiato su Facebook, per rivolgersi alla cittadinanza, risale alla serata di ieri. E lo stesso primo cittadino riferiva di non avere notizie precise in merito. Poi, un silenzio durato tutta la giornata di oggi, carico di presagi non certo positivi. Sempre oggi, si parlava di cinque contagiati certi (ai quali conteggiare quattro operatori, di cui già si sapeva). Ma non è affatto da escludere che possano essere di più. E non pochi. D'altro canto, se diciassette operatori sono apparsi negativi al tampone, in cinque casi il test deve essere ripetuto.

E’ una situazione drammatica, non ci sono altri aggettivi, con una struttura assistenziale che è diventata in queste ore una sorta di enorme incubatrice di quel virus che ha scatenato il panico nel mondo e portato diversi governi a misure molto forti, limitative delle libertà personali, pur di impedirne la sua già rapida diffusione. Una situazione tale da spingere il primo cittadino di Soleto a emettere questa sera, in fretta e in furia, un’ordinanza, ricordando che il contagio non ha interessato solo gli ospiti della struttura, ma anche il personale, tanto che, chi faceva assistenza, giocoforza, è stato posto in quarantena obbligatoria domiciliare.

"Struttura priva di personale"

Al momento, dunque, e il sindaco l’ha messo nero su bianco, la struttura “è rimasta totalmente priva di personale socio assistenziale necessario per garantire la cura medica e l’assistenza degli anziani”. Persone che hanno bisogno di attenzioni continue per ogni aspetto della quotidianità, fino alla necessaria somministrazione delle terapie che ognuno di loro ha in prescrizione. Per non dimenticare, certo, i pasti. E, ovviamente, il fatto che, Covid-19 a parte, i più fra gli ospiti sono ovviamente affetti da varie patologie che necessitano di continua sorveglianza medica e farmaci. Fino a questa mattina, a fornire aiuto, ci sono stati gli ultimi operatori socio sanitari, presenti fin da venerdì per un turno praticamente infinito. Un numero comunque già risicato e che ora s’è ridotto a zero.  

La carenza (o meglio, assenza) di personale, ovviamente, rischia di avere serie ripercussioni in un ambiente, ricorda Vantaggiato, “nel quale, come risulta, si sono verificati casi di infezione da Coronavirus, situazione questa che richiede invece un’intensificazione del livello delle misure igienico sanitarie”. Ecco perché si ritiene “necessario l’intervento dei competenti servizi dell’Asl territoriale, affinché provveda con personale di propria disponibilità per garantire la ripresa delle funzioni della struttura residenziale”.

Chiamata a raccolta Sanitaservice

L’ordinanza emessa ha avuto un destinatario preciso: il direttore generale dell’Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, al quale il sindaco demanda il compito di provvedere, in maniera urgente, la ripresa dei servizi di assistenza socioassistenziale, la somministrazione dei farmaci e dei pasti e tutti i servizi necessari. E la risposta è arrivata in serata: da domani mattina, saranno gli operatoridi Sanitservice ad assolvere i compiti. Il provvedimento è stato, nel frattempo, inoltrato anche a prefetto, polizia locale, stazione dei carabinieri e alla società proprietaria della struttura.

In tarda serata, è stato il sindaco stesso a dare qualche delucidazione in più. "Nella giornata di domani il servizio socio assistenziale sarà garantito dal personale Asl. Questa notte - scrive - all’interno della struttura c’è comunque un presidio medico composto da tre medici e un infermiere. La situazione pur con i disagi connessi, è costantemente monitorata. Le condizioni di salute degli ospiti per il momento non sono né critiche ne preoccupanti. Per la questione contagi, si conferma quanto dichiarato dalla stampa nella misura di cinque ospiti positivi al Covid-19 e di quattro operatori". "Gli ospiti - ha aggiunto -  stanno tutti all’interno della struttura e non presentano sintomatologie preoccupanti mentre gli operatori, che non sono di Soleto, sono in quarantena nelle loro abitazioni e non presentano sintomi". 

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Che la situazione delle residenze socio assistenziali fosse grave, l'aveva lasciato intendere chiaramente nei giorni scorsi anche Fabio Margilio, presidente dell’Assoap (Associazione strutture socio assistenziali pugliesi), chiedendo espressamente l'aiuto della Regione per via della carenza di personale e dell'assenza di dispositivi di protezione individuale. La vicenda di Soleto è la conferma concreto della gravità del quadro.

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