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Solventi acrilici nel centro postale: cinque dipendenti finiscono in ospedale

Intossicate da esalazioni, alcune postine nel Cpo di via Vecchia Lequile, a Lecce, dopo lavori all'interno, sono state trasportate al Pronto soccorso. Cgil minaccia: "Si trasferiscano lavoratori o presenteremo esposto in Procura”

LECCE - Intossicate da esalazioni per i solventi acrilici sul posto di lavoro e ricoverate al Pronto soccorso: l'increscioso episodio, denunciato dalla Slc Cgil, è accaduto questa mattina negli uffici del Centro postale operativo, sito in via Vecchia Lequile a Lecce, e che ha causato la richiesta di intervento dello Spesal.

Cinque postine, infatti, sono state ricoverate al pronto soccorso dell’ospedale di Lecce per un’intossicazione provocata da esalazione di solventi acrilici. Nelle prime ore del mattino di oggi, prima dell’ingresso delle dipendenti, sono stati effettuati dei lavori di pitturazione dei pavimenti: attualmente infatti Poste Italiane ha cantierizzato la sede del Cpo per adeguarla alla nuova collocazione logistica degli uffici della Filiale.

"È evidente - chiarisce il sindacalista Salvatore Labriola - che la scelta di non trasferire le lavorazioni nel periodo in cui è in attività il cantiere sta producendo gravi ripercussioni sui lavoratori. Avendo certificato l’intossicazione, i medici del Pronto soccorso della Asl di Lecce hanno raccomandato alle cinque lavoratrice l’allontanamento dal posto di lavoro fino a che persisteranno queste condizioni di rischio della salute e della sicurezza".

I lavori cantierizzati al Cpo hanno però tempi ancora molto lunghi: si prevede che proseguiranno fino alla fine del 2013. "Come si può mettere davanti alla salute e alla sicurezza dei lavoratori (circa 200 dipendenti, tra postini e addetti alla logistica) - si chiede Labriola - il risparmio economico? Quale risparmio pensa di fare Poste Italiane in questo modo? Chi paga per la salute delle lavoratrici e per i costi e i disagi provocati dalla sospensione delle attività, come è avvenuto questa mattina?".

"Dinanzi a questa situazione - precisa Labriola -, se l’azienda sceglierà di non spostare le lavorazioni in altro sito, la Slc Cgil e gli Rls valuteranno l’opportunità di presentare un esposto alla Procura della Repubblica".

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