Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Sonda la mente ma non paga le tasse: nei guai psicologa

La professionista, leccese, ha chiuso la partita Iva, esercitando in nero da casa e guadagando 286mila euro. Quando sono arrivati i finanzieri, ha infilato le carte nella borsa di una sua paziente

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LECCE - Formalmente ha chiuso la partita Iva. Questo non significa che non abbia più lavorato. Anzi, nella realtà dei fatti, avrebbe continuato per tre anni ad esercitare, ma totalmente in nero. E sì che di pazienti in cura ne aveva diversi. Tanto che la guardia di finanza della compagnia di Lecce è riuscita a ricostruire in maniera minuziosa quanto avrebbe guadagnato senza dichiarare nulla al fisco, in tutto questo lasso di tempo: 286 mila euro. Protagonista, una giovane psicologa leccese, ora giudicata dalle "fiamme gialle" alla stregua di un evasore totale. Piuttosto minuziosa l'attività messa in piedi dai finanzieri. Hanno rintracciato tutte le persone visitate dalla professionista, accertando in questo modo l'entità delle somme non dichiarate.

A tutti gli effetti, risulta che la donna abbia chiuso nel 2007 la propria partita Iva. Tuttavia, avrebbe continuato ad esercitare la libera professione nella propria abitazione, dove riceveva mediamente cinque pazienti al giorno, incassando 80 euro a seduta, senza rilasciare alcun documento fiscale. Ma un pomeriggio di questi ultimi giorni, a bussare alle sue porte non è stato qualcuno che chiedeva di sondare i meandri della mente, quanto quelli del portafogli, dove non si annidano aleatorie manie e ossessioni, ma più concreti soldi in contanti.


Problema. Proprio in quel momento, la professionista, stava svolgendo una seduta di psicoterapia, e, colta di sprovvista, avrebbe tentato di far sparire dallo studio, infilandole nella borsa della paziente del momento, tutte le agende sulle quali aveva annotato nel corso degli anni gli appuntamenti, le cifre riscosse e quelle ancora da riscuotere. Ma i finanzieri, temendo proprio che potesse nascondere in qualche modo documenti utili all'ispezione, al termine della seduta, hanno fermato proprio la paziente che si apprestava frettolosamente a lasciare lo studio, per identificarla. La donna, nell'aprire la borsa per prendere il documento d'identità, avrebbe fatto intravedere ai militari le agende che, forse anche per una forma di riconoscenza verso la psicologa, stava per portare via dallo studio. E così, la professionista è stata segnalata all'Agenzia delle entrate per il recupero delle imposte evase e per le ulteriori sanzioni.

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