Cronaca Leuca / Via Leuca

"Sono Ginetto, i 60 euro di anticipo come da accordi". Occhio alla truffa

Un uomo segnalato ieri in via Leuca. Ha tentato di spillare soldi alla commessa di un forno, presentandosi come rappresentante di un'agenzia pubblicitaria e dicendole che aveva già parlato con il titolare. Lei non ha abboccato e lui è fuggito prima dell'arrivo della polizia

LECCE – Occhio ai truffatori porta a porta che vanno a bussare principalmente ai negozi. “Buonasera, sono qui per cambiare il logo dell’insegna, mi ha autorizzato il titolare”. Così si è presentato un uomo piuttosto alto, vestito con un giubbotto nero di pelle e con i capelli brizzolati ieri pomeriggio al “Forno di Nonno Felice” di via Leuca. Cercando di far passare per buona quella che era un’evidente truffa.

“Mi dovrebbe dare un anticipo di 60 euro”, ha detto l’uomo a una commessa, infatti, cercando di spillarle soldi facili dalla cassa. Non deve però essere stato molto convincente nella sua immedesimazione e dato che di raggiri di questo tipo ne sono avvenuti parecchi in città, negli ultimi anni, la ragazza ha pensato bene di chiamare il titolare per avere conferma. Quest'ultimo, ovviamente, non era a conoscenza di nulla.

Neanche il tempo di chiudere la telefonata, che “Ginetto” (con questo nome si è presentato) era già uscito, inghiottito dal buio della sera, sparito dalla circolazione. Sul posto è intervenuta poco dopo, si richiesta, una volante di polizia. Gli agenti hanno ascoltato i fatti e invitato il proprietario del forno a sporgere denuncia. 

I commercianti, allora, facciano molta attenzione a tale “Ginetto” (ma ovviamente nulla vieta che possa nel frattempo cambiare nome), persona che si presenta come titolare di un’agenzia pubblicitaria e che sostiene di aver già “parlato con il titolare”. E’ solo un modo per fare bottino secondo un cliché consolidato.  

Molti ricorderanno come nel 2013 la città fosse tempestata di segnalazioni. Era sempre lo stesso individuo, che di volta in volta cambiava copione, ora rappresentante di tale ditta che vendeva cera, ora di un’associazione sportiva per una sponsorizzazione. Identificato dopo una serie di situazioni analoghe in tutta la provincia, alla fine l’uomo ha patteggiato. Che vi sia ora in circolazione un suo emulo?    

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