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Sorpresi con quasi tre tonnellate di marijuana, il verdetto di secondo grado

Il blitz dei finanzieri a settembre scorso. I giudici hanno ridotto la pena per un imputato e confermato per gli altri due

LECCE – Il blitz scattò in un piovoso pomeriggio di settembre del 2016, poco dopo le 14, quando i finanzieri del Gruppo investigativo antidroga del Nucleo di polizia tributaria, transitando a Giorgilorio, notarono due Fiat Croma che si allontanavano in tutta fretta, sotto la pioggia battente, da un casolare in apparente stato di abbandono. Insospettiti dalla repentina manovra, decisero di controllare le due autovetture.

All’interno di una delle due Croma c’erano Vito Massimo Guida, 58enne brindisino, e due albanesi: Gezim Arberi, 49 anni e Fatmir Xhelili, 36enne. L’irruzione all’interno del casolare consentì di rinvenire, stoccati in una stanza, una montagna di grossi involucri di marjuana, sigillati con nastro adesivo e cellophane, 102 in tutto, per un peso complessivo pari a 2,6 tonnellate.

I tre, già giudicati con il rito abbreviato, sono comparsi dinanzi alla Corte d’appello per il processo di secondo grado. Per Xhelili, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa e unico imputato in libertà, i giudici hanno ridotto la condanna da sei a cinque anni. Pena confermata, a 6 anni e quattro mesi di reclusione, per Guida e Arberi, assistiti dagli avvocati Ivan Feola e Stefano Prontera.

La sentenza è stata emessa dopo il rigetto del procuratore generale della richiesta del cosiddetto patteggiamento in appello, introdotto con la legge Orlando. Le parti possono accordarsi sui motivi d’appello ed eventualmente sulla nuova pena chiedendo al giudice di accoglierne alcuni e rinunciando agli altri.

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