Sorpresi dopo aver tagliato 22 ulivi secolari, tornano liberi due degli arrestati

Il giudice ha convalidato l'arresto per tutti nell'ambito del processo per direttissima e diposto la scarcerazione per due

LECCE – Sono tornate in libertà due delle otto persone arrestate dai carabinieri della stazione di Scorrano per furto aggravato in concorso dopo aver fatto a pezzi ventidue ulivi secolari, ricavandone 500 quintali di legna in un fondo privato in località Frasciola, sulla Maglie-Parabita, in agro di Scorrano. Si tratta di Giuseppe Merola, 22enne di Otranto; e Muhammad Ilyas, 31enne di Tuglie.

Lo ha deciso il giudice nell’ambito della convalida dell’arresto in sede di giudizio per direttissima (la sentenza è attesa per metà maggio). Gli arrestati sono Antonio Merola, 44enne di Otranto, Maurizio De Martino, 55enne di Gallipoli, Ivano Iannotta, 29enne di Alezio, Cristian Solida, 35enne di Alezio, Antonio Sansò, 36enne di Gallipoli, più un ragazzo di 17 anni. Sono assistiti dagli avvocati Stefano Stefanelli, Amerigo Barba e Alessandra Luchino.

I militari hanno trovato gli otto “boscaioli” - una vera e propria squadra - nel pieno dell’attività mentre, armati di motoseghe, sfrondavano gli alberi e sezionavano tronchi e rami in pezzi più piccoli. Bloccati tutti e controllati i mezzi, i carabinieri hanno svolto i primi accertamenti, senza ottenere giustificazioni credibili. Verificato che la proprietà era all’oscuro di tutto, sono stati dichiarati in arresto.

Merola ha spiegato di essere stato chiamato per eseguire i lavori all’interno del fondo e di aver chiesto a Solida di reclutare il personale. Lavori che ovviamente non sono stati commissionati dai proprietari della tenuta e su cui sono in corso approfondimenti.

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