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Sorpreso a spacciare nonostante i domiciliari, condannato in abbreviato

Due anni e otto mesi per Giovanbattista Nobile, nome noto alle cronache, già condannato a oltre 14 anni nel processo d'appello di Perseo

LECCE – Nonostante gli arresti domiciliari aveva continuato l’attività di spaccio nella sua abitazione leccese. Per questo, lo scorso 25 maggio, Giovanbattista Nobile, 33 anni, era finito in carcere (dove si trova tutt’ora) con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, i carabinieri avevano trovato circa 10 grammi di cocaina e un grammo di marijuana.

Oggi il 33enne, assistito dagli avvocati Rita Ciccarese e Pantaleo Cannoletta, è stato giudicato e condannato in abbreviato a 2 anni e otto mesi, e 2mila e 400 euro di multa. Per lui l’accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni. La sentenza è stata emessa dal gup Michele Toriello. Quello di Nobile è un nome noto alle cronache, nel settembre del 2017 è stato condannato a 14 anni e otto mesi nel processo relativo all’operazione Perseo.

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