Sospensione del centro di cottura, i comuni attendono incontro con la Asl

Dopo la decisione dell'Azienda sanitaria, giungono ordinanze di sospensione anche da Gallipoli, Nardò, Corigliano d'Otranto e Parabita. La società "La Fenice srl" contesta il provvedimento

Foto di repertorio

LECCE – La ditta “La Fenice s.r.l.” contesta il provvedimento di chiusura del centro cottura di via Migliacccio, a Galatone, che gestisce il servizio di refezione in diversi istituti scolastici del Tacco. La decisione a seguito all’esito delle analisi effettuate dall’Asl di Lecce sul personale della ditta, risultato positivo a salmonella e stafilococco. I responsabili dell’azienda affermano, tramite una nota inviata alla stampa, di aver provveduto con la massima urgenza ad effettuare i controlli biologici e medici sul proprio personale e di averli trasmessi all’Azienda sanitaria che, invece, afferma il contrario.

“A seguito dei risultati e all’eco mediatica della vicenda le amministrazioni comunali nelle cui scuole distribuisce i pasti la ditta in questione, non hanno tardato a prendere provvedimenti a tutela dei bambini utenti delle mense scolastiche”, si legge nel testo a firma dei portavoce della ditta. Sull’argomento, intanto, è intervenuto anche l’assessore comunale con delega alle Politiche sociali e Scuola di Gallipoli - Silvia Coronese - dove, almeno al momento, non sarebbero stati segnalati casi di intossicazione. L’esponente di Palazzo Balsamo ha disposto la sospensione del servizio di refezione scolastica a partire da domani e fino al 9 novembre.

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Un provvedimento per consentire ulteriori accertamenti e analisi. “Al fine di garantire maggiori e più stringenti controlli sulla qualità del servizio, l'amministrazione comunale di Gallipoli, assieme ai Comuni di Nardò e di Corigliano d'Otranto, nei giorni scorsi aveva già chiesto ed ottenuto, nella giornata di domani, un incontro con il direttore generale dell'Asl di Lecce, Silvana Melli”, ha fatto sapere il consigliere. Ma le disposizioni giungono anche da altri comuni, come quello di Parabita. E’ qui che il primo cittadino, Alfredo Cacciapaglia, ha emesso sottoscritto un’ordinanza urgente, in via prudenziale, per “garantire l’incolumità e la  salute dei minori” con la quale sancisce la sospensione del servizio mensa e quindi la somministrazione di cibi ed alimenti in tutte le comunità scolastiche del territorio comunale.

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