Sosta a pagamento, Codacons diffida il Comune: "Segnalato il caso in Porcura"

L'associazione dei consumatori chiede all'amministrazioone di prendere posizione chiara e definitiva che risponda in primo luogo alla tutela per i cittadini ed alla legalità del proprio agire: "Chiesto alla Procura di accendere un faro sulla questione"

LECCE – Puntate precedenti: il consiglio comunale di Lecce attende il parere sollecitato alla sezione regionale della Corte dei conti. E sul versante ticket per la sosta sulle strisce blu nulla cambia, almeno per il momento: chi non paga sarà passibile, una volta scaduti i termini, di multa. E’ quanto deciso nell’ultimo consiglio comunale che ha approvato all'unanimità una mozione a firma dei consiglieri di opposizione poi riformulata con il parere dell’ufficio Avvocatura, che rimanda al verdetto dei giudici contabili la discussione definitiva sul tema.  E ancora una volta, scende in campo Codacons. Che diffida il Comune “dal cessare immediatamente tali comportamenti, chiede un incontro con il prefetto e segnala la situazione alla Procura  di Lecce”.

“Nonostante il ripetuto intervento dei ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Interno, il Comune di Lecce continua con l’illegittima elevazione di sanzioni amministrative nel caso di “grattino” scaduto attendendo l’ennesimo parere della Corte dei conti”. La nota dell’Associazione per la tutela dei cittadini a firma dell’avvocato Piero Mongelli, ritorna sullo spinoso argomento con un riferimento preciso sul codice della strada, “che non prevede alcuna sanzione nell’ipotesi indicata ma solo la nascita di un diritto di credito per la società che gestisce i parcheggi”. Sempre secondo Codacons, invece, “il Comune di Lecce sceglie una via attendista che pare abbia l’unico scopo di continuare a incassare somme seppure in maniera palesemente illegittima, in virtù di quanto ci dice  lo stesso ministero delle Infrastrutture”. 

E si spinge oltre: “Da informazioni assunte parrebbe che le multe per ‘grattino’ scaduto rappresenterebbero la maggior parte della sanzioni amministrative elevate da ausiliari del traffico e vigili urbani; attendere inutilmente l’ennesimo parere della Corte dei Conti, servirebbe quindi al Comune per incassare quanto più possibile, peccato, però, che tale comportamento incide sui diritti costituzionali dei cittadini leccesi a causa della violazione del generale principio di legalità in materia di sanzioni amministrative”.

Valanga di ricorsi dietro l’angolo? “L’ufficio legale del Codacons sta verificando la possibilità per i cittadini che hanno pagato le multe nella convinzione della loro legittimità, di chiedere indietro quanto pagato”. E dall’associazione aggiungono: “Dinanzi a tale comportamento l’unica risposta possibile è quella della diffida e della segnalazione ufficiale del caso alle competenti autorità amministrative e penali. In tale ottica il Codacons di Lecce ha inviato al Comune una formale diffida ex articolo 140 Codice del consumo, chiedendo l’immediata cessazione dei comportamenti che il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che ha ritenuto illegittime e contraria alla Legge. Il Codacons ha chiesto inoltre un formale incontro al Prefetto di Lecce ed ha segnalato il caso alla Procura della Repubblica”.

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“Abbiamo sempre sperato nel buon senso da parte dell’amministrazione comunale – conclude Mongelli -, abbiamo atteso prima di agire nonostante fossimo convinti della correttezza giuridica della nostra posizione, abbiamo sollecitato in tutte le sedi possibili affinché si cessasse un comportamento illegittimo da parte dell’amministrazione che per di più danneggia palesemente i cittadini di Lecce, oggi non possiamo più attendere: il Comune deve prendere una posizione chiara e definitiva che risponda in primo luogo alla tutela per i cittadini ed alla legalità del proprio agire. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Procura di accendere un faro sulla questione per verificare se vi siano comportamenti penalmente rilevanti in tutta la questione.

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