Cronaca

Sotto il vestito niente: Salento in rosso di 500milioni

Quasi mille miliardi delle vecchie lire: è la cifra, fonte Banca d'Italia, che dall'inizio dell'anno raggruppa i portafogli, vuoti, di migliaia di salentini, insolventi con gli istituti di credito

La frase è lapidaria. E per certi versi sconcertante. Recita: "Con riferimento alla nota del 20 novembre 2007, si comunica che l'ammontare delle sofferenze bancarie nella provincia di Lecce è pari a 411 milioni di euro al 30 settembre 2007". Firmato, Luigi Gimma, il direttore della filiale di Lecce della Banca d'Italia.

Quattrocentoundici milioni di euro, che con il vecchio conio sfiorano i mille miliardi di lire. E' la sciagurata cifra in rosso che dall'inizio dell'anno raggruppa i portafogli, vuoti, di migliaia di salentini, leccesi e della provincia, consumatori medi, per intenderci, tutti insolventi con le banche e con le finanziarie a cui si sono rivolti per attingere ad un mutuo, un finanziamento.

Per spiegare meglio: Mario acquista l'appartamento con un mutuo; Francesca decide di cambiare l'auto pagando con i bollettini della finanziaria pinco pallino; Laura e Marco rinnovano l'arredamento di casa con un prestito di quell'altro istituto di credito. Auguri, auguri, auguri, diranno gli amici. Ma poi, con lo stipendio che si ritrovano, alla fine del mese non ci arrivano e va da sé che la casa ancora da pagare resta senza mobili, nell'auto nuova Francesca ci sale solo per ascoltare il cd che le ha masterizzato l'amico e i sui fornelli della cucina firmata, Laura e Marco lessano un uovo. E intanto per le banche sono tutti insolventi, con mezze rate ancora tutte da pagare. Non lo sanno, ma il loro debito rientra già in quelle "sofferenze bancarie" di cui parla la Banca d'Italia e che in provincia di Lecce ammontano a 411 milioni di euro. Apparentemente la causa di questo disastro finanziario è il tasso variabile, che ha portato la rata ad incrementarsi anche più del 50 per cento. Ma il problema non è tutto qui. C'è il bombardamento mediatico su commissione di banche e finanziarie, che promettono prestiti facili. E subito.

L'altra sub realtà, non certo trascurabile, è l'usura. Non sappiamo quante vittime salentine sono state costrette a richiedere un prestito in banca per soddisfare le richieste degli strozzini e quanti commercianti e piccoli imprenditori non sono riusciti poi a pagare i debiti agli istituti di credito.

"Il bombardamento mediatico effettuato su commissione di banche e finanziarie che invoglia i cittadini a sottoscrivere mutui e finanziamenti a condizioni apparentemente vantaggiosissime e per tutte le fasce sociali - dice il componente del Dipartimento tematico nazionale "Tutela del consumatore" dell'Italia dei valori Giovanni D'Agata e referente per lo Sportello dei diritti dei consumatori della Provincia di Lecce - sta provocando effetti devastanti per l'economia, specie per le aree più depresse della nazione e quindi nel Sud Italia; questo ci lascia lecitamente pensare anche ai fenomeni degenerativi dell'indebitamento e quindi all'usura, dall'altro, solo pochi enti hanno avviato procedure di accesso al credito agevolato per i cittadini meno abbienti".

L'allarme infatti è stato lanciato dallo "Sportello dei diritti" della Provincia di Lecce, che ha chiesto alla filiale della Banca d'Italia i dati relativi proprio alle sofferenze bancarie salentini in tema di mutui e prestiti vari. Giovanni D'Agata, dal canto suo, dice di farsi promotore di un'azione di sensibilizzazione dei rappresentanti in Parlamento di Italia dei Valori al fine della proposizione di una nuova disciplina che disincentivi l'indebitamento e che valuti la possibilità di avviare nuove politiche di accesso al credito per i meno abbienti, contemperando le esigenze del contenimento della spesa pubblica".

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