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Un momento del sequestro del canile di via San Nicola

Un momento del sequestro del canile di via San Nicola

Sovraffollamento e degrado nell’ex canile comunale, tre assoluzioni

Si chiude con un verdetto assolutorio “perché il fatto non sussiste” il processo nato dall’inchiesta che il 23 febbraio 2013 portò al sequestro della struttura in via San Nicola

LECCE - Sono stati assolti con formula piena “perché il fatto non sussiste” i tre imputati finiti sott’accusa per la  gestione dell’ex canile comunale, in via San Nicola, a Lecce, che il 23 febbraio del 2013 fu sequestrato su disposizione del gip Carlo Cazzella.

La sentenza è stata emessa in mattinata dalla seconda sezione penale presieduta dal giudice Pietro Baffa e ha riguardato i leccesi: Fernando Buonocuore, 53 anni, in qualità di dirigente del settore Ambiente, Igiene e Sanità del Comune di Lecce; Ivan Vernich, 61, nel ruolo di funzionario coordinatore del settore Randagismo (carica ricoperta fino al 12 novembre del 2015) e il suo successore Cataldo Cannillo, 59.

Il pubblico ministero Alessandro Prontera aveva chiesto una sola condanna, quella per Buonocuore, a un anno e 2 mesi.

Inizialmente l’inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone con gli uomini della Forestale, fu aperta a carico di ignoti per i reati di omissione di atti d'ufficio e tenuta di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, poi i successivi accertamenti individuarono come responsabili il dirigente e i due funzionari.  

Durante un sopralluogo, furono trovati più di 150 cani, nonostante il limite imposto dalla legge fosse di 40 e il giudice Cazzella nel provvedimento di sequestro osservò come le sollecitazioni da parte dell'associazione Nuova Lara (parte civile al processo con l’avvocato Vittorio Vernaleone), e le varie segnalazioni della Asl già a partire dal lontano 2003, non fossero mai state prese in debita considerazione dai competenti organi del Comune. Questi, secondo il gip, sarebbero dovuti intervenire “per ragioni di igiene, sanità e sicurezza pubblica, al fine di evitare che il canile sanitario di Lecce continuasse ad essere gestito in un contesto di conclamata violazione di legge”.

Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Stefano De Francesco e Viviana Labbruzzo, Luigi e Roberto Rella, e Donato Mellone, ha cercato di dimostrare che gli imputati non ebbero alcuna responsabilità riguardo allo stato di abbandono riscontrato nel canile comunale.

Ma per sapere cosa abbia convinto i giudici a emettere un verdetto assolutorio bisognerà attendere quindici giorni, quando saranno depositate le motivazioni della sentenza.

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