Cronaca

Bloccano accessi con mezzi rubati e barre chiodate. Via con cassaforte e 50mila euro

Un'azione pianificata in ogni dettaglio quella avvenuta, nella notte, all'interno del centro commerciale "Conad" di Cavallino. Una banda ha bloccato i varchi di accesso all'area, utilizzando anche mattoni e panettoni in cemento. Ha divelto la cassaforte con una pala meccanica. Indagini nelle mani dei carabinieri

Il centro commerciale colpito nella notte

CAVALLINO – Un richiamo iconico dei tempi andati: quelli del contrabbando e degli assalti ai furgoni portavalori. Più contorno, che sostanza. Si parla di almeno dieci persone. Non può essere altrimenti. Uno sforzo titanico quello profuso da una banda che, intorno alle tre della notte, ha messo a segno il colpo dell’anno. Non tanto per il bottino, sebbene 50mila euro rappresentino una cifra considerevole. Quanto per le modalità: nuove e vecchie allo stesso tempo.

I malviventi hanno divelto la cassaforte dell’area “Conad” di Cavallino, ex Leclerc, servendosi di una motopala lasciata nelle vicinanze da un po' di tempo. Preparata per l'occasione. Era stata parcheggiata in un casolare vicino, come dimostrano le tracce lasciate sull’asfalto. Poi usata come ariete per sfondare la saracinesca del centro commerciale. E asportare il deposito contenente l’incasso del week-end- Un minuto e mezzo in tutto. Due, al massimo.

Ma almeno un mese di pianificazione. E’ quanto sostengono i carabinieri, nelle mani dei quali si trovano ora le indagini. Sul posto, infatti, sono giunti i carabinieri della stazione di Cavallino, guidati dal maresciallo Riccardo De Bellis e i colleghi della compagnia di Lecce, diretti dal maggiore Pasquale Carnevale. Sopralluogo e rilievi sono, invece, coordinati dai militari della sezione Investigazioni scientifiche, al comando del luogotenente Vito Angelelli.

L’intera zona è costellata di videocamere di sorveglianza e collegate all’antifurto. Lo stesso che, nella notte, ha allertato le guardie giurate dell’istituto di vigilanza convenzionato con il centro “Conad”. Ma i malviventi avevano riservato un pensiero anche per i vigilanti. Più di uno, in realtà. Serrando tutti i varchi di accesso al parcheggio. Hanno utilizzato di tutto. Tre mezzi rubati, in primis. Il primo, una Fiat Marea, è stata prelevato all’interno della stessa zona di sosta. La vettura era stata lasciata provvisoriamente dal proprietario a causa di un guasto.

Poi due furgoni, rubati rispettivamente da via Trieste a Cavallino nella stessa notte, e un altro da un autolavaggio di Corigliano d’Otranto. Tutti e tre i veicoli sono stati disposti di traverso, per bloccare il passaggio di qualunque altro automobilista. Ma non è tutto. I malviventi, specializzati e professionisti, hanno anche reciso una rete metallica di un’area confinante col parcheggio, per impossessarsi di un paio di panettoni in cemento.

Quelli che, per intendersi, sostengono la segnaletica stradale. Anche quelli sono stati collocati in modo da sbarrare l’accesso. Idem per una cortina creata in un altro punto, nei pressi della statale: hanno inanellato una serie di mattoni, prelevandoli direttamente da un muretto. Se li sono praticamente procacciati sul posto. E, dulcis in fundo, sono anche spuntate le barre chiodate, sistemate per lungo sulla corsia. Piccola curiosità: barre che i malviventi stessi hanno distorto, passandoci su con il mezzo cingolato. Hanno trascurato soltanto una stradina che costeggia la struttura. Ma il fato, per ora, ha voluto la loro benevolenza.

Poco distante, circa due anni addietro, un colpo fotocopia fu messo a segno ai danni di un portavalori. All’alba, infatti, i malviventi bloccarono le carreggiate della strada statale Lecce- Maglie, proprio a quell’altezza, in corrispondenza del centro commerciale. Era da poche ore cominciato il 2013, quando partì un assalto al blindato, a colpi di Kalashnikov. Un episodio che ha visto certamente "manodopera" plurispecializzata. Come nella spaccata della notte scorsa, che lascia temere un ritorno ai colpi pensati in grande. Spie possibili di infiltrazioni extraregionali nella malavita locale.

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