Spaccio di stupefacenti, due arresti: devono scontare pene definitive

Finisce ai domiciliari Mattia D’Ambrosio, 23enne di Alliste. Va in carcere, invece, Andrea Calamaio, 42enne di Galatone

LECCE – Due soggetti arrestati nelle ultime ore e destinati a scontare pene residue. Il filo comunicatore è la droga. Entrambi, infatti, hanno alle spalle condanne definitive per stupefacenti, oltre a diverse altre imputazioni in corso. Ad Alliste, in manette è finito Mattia D’Ambrosio, 23enne. Dovrà restare ai domiciliari otto mesi. La notifica dell’Ufficio esecuzioni penali, per scontare la pena residua, è stata presentata dai carabinieri della stazione di Racale.

In questo caso specifico, D’Ambrosio risponde di detenzione fini spaccio sostanze stupefacenti. Un episodio commesso a Racale il 25 giugno del 2015.

D'AMBROSIO-2D’Ambrosio, nonostante la giovane età, è più che noto alle cronache anche per casi più gravi e sempre inerenti gli stupefacenti. Nel giugno del 2014, per esempio, fu arrestato con un amico per possesso di cocaina. Ma, soprattutto, su di lui pende una condanna (ancora in primo grado) del luglio del 2016 a sette anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta “Eclissi”, che ha inflitto un colpo alle nuove dinamiche della criminalità organizzata nel Salento.  

Galatone, spaccio e ricettazione in concorso

Il secondo arresto è avvenuto, invece, a Galatone. E in questo caso il soggetto è stato trasferito in carcere. Si tratta di Andrea Calamaio, 42enne del posto. L’ordine carcerazione del Tribunale di Lecce riguarda non solo, peraltro, lo spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche la ricettazione in concorso. I fatti avvennero a Sannicola il 24 giugno del 2011.

calamaio andrea-2-2-2-2-2-2Calamaio è stato condannato a un anno e sei mesi e al pagamento di una multa da 8mila euro. Il nome di Calamaio, però, è noto alle cronache più recenti per un caso molto più grave. Quando i carabinieri sono andati a casa, era già i domiciliari. Nel giugno del 2016 è stato condannato per una violenta rapina in concorso con un complice a sette anni di reclusione. I due, infatti, sono stati ritenuti autori di un’intrusione in casa di un anziano galatonese, sfociata nel ferimento della vittima.

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