Spaccio di droga in città, in 18 davanti al giudice

Si aprirà il 26 maggio il processo abbreviato nei riguardi degli imputati accusati di aver venduto stupefacenti a Lecce. Tra loro personaggi noti, come Fernando e Massimiliano Elia e il collaboratore Corrado

LECCE - Avrebbero gestito il commercio di sostanze stupefacenti a Lecce, in particolare nel quartiere San Pio, ma anche nei pressi di un hotel, di un bar, e dell’Obelisco. E proprio grazie all’appartenenza di alcuni di loro ai clan mafiosi, avrebbero ottenuto garanzia sia sull’approvvigionamento della droga, sia sulla disponibilità delle piazze per l’attività illecita. Sarà questo il centro del processo che si aprirà il 26 maggio davanti al giudice Simona Panzera che, in mattinata, ha accolto la richiesta di 18 imputati, accusati a vario titolo di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, di detenzione di armi e di estorsioni.

Gli episodi documentati dall’inchiesta condotta dal procuratore della Direzione distrettuale antimafia Guglielmo Cataldi, con gli agenti della squadra mobile, si sarebbero verificati dal settembre 2010 al maggio del 2015, e tirano in ballo alcuni uomini già coinvolti in importanti operazioni, come i leccesi Elia, Fernando, di 44 anni, detto “Poldo”, e Massimiliano, di 43, e Angelo Corrado, 39enne di Frigole (marina di Lecce), oggi collaboratore di giustizia. Oltre a loro l’accusa, più grave, di associazione a delinquere dedita al traffico di droga è contestata ad altri undici: Josè Bruno Acquaviva, 37 anni, originario di San Pietro Vernotico ma residente a Lecce; Valerio Casarano, 27, originario di Francavilla Fontana ma residente a Lecce; Davide Corlianò, 38, di Lecce; Antonio Sebastian Dell’Anna, 26, di Surbo; Danilo De Tommasi, 30, di Lecce; Giuseppe Guido, 29, di Lecce; Cristian Leopizzi, 43, di Lecce; Salvatore Muscella, 57, di Casarano; Lorenzo Paladini, 34, di Lecce; Nicola Pinto, 32, di Lecce; Stefano Rizzato, 28, di Lecce. Oltre a loro, al banco degli imputati siederanno anche: Andrea Santoro, 29, di Lecce; Davide Solazzo, 28, di Lequile; Michael Virgulto, 29, di Lecce; Carmine Mazzotta, 46, di Lecce.

Secondo le indagini, a tenere le redini del gruppo, proprio durante la detenzione di Fernando e Massimiliano Elia, sarebbero stati Pinto, con l’aiuto di De Tommasi, Corlianò e Rizzato.

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati: Raffaele Benfatto, Antonio Savoia, Giuseppe De Luca, Giuseppe Presicce, Giancarlo Raco, Massimo Gabrieli Tommaso, Giovanni Cervo, Mariangela Calò, Sergio Luceri, Giancarlo Dei Lazzaretti, Ladislao Massari, Dario Budano, Pantaleo Cannoletta, Maria Assunta Miglietta e Stefano Metrangolo.

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