Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

"Sacro Cuore", spaccio di stupefacenti: l'accusa invoca 75 anni di carcere

Le richieste formulate dal pm Guglielmi per i dodici imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato nell'ambito dell'operazione condotta dalla compagnia dei carabinieri di Maglie. Durante il blitz furono sequestrati cocaina e marijuana. Le indagini partirono da un furto

LECCE – Ammontano complessivamente a quasi 75 anni di carcere le richieste formulate dal pubblico ministero Paola Guglielmi per i dodici imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato nell’ambito dell’operazione denominata “Sacro Cuore”.

Le indagini sono partite dal furto avvenuto nell’omonima chiesa del magliese. L’attività investigativa dei carabinieri, coordinati dall’allora comandante della compagnia, il maggiore Andrea Azzolini, portò al ritrovamento della refurtiva e all’arresto di Pantaleo Esposito, Luigi Polimeno e Stefano De Iaco. Furono undici le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti di altrettanti individui, ritenuti responsabili dello smercio di cocaina e marijuana (ventuno, invece, gli indagati)

Sedici anni la richiesta dell’accusa per Andrea Santese, 35enne, gestore del bar “Gemelli” e già noto alle forze dell’ordine; 8 anni per Michele Iodice, 30enne; Domenico Tunno, 25enne, conosciuto alle forze della polizia; e Vito Manta, 40enne originario del brindisino. Cinque anni e 4 mesi per Giorgio Piccinno, detto “Bambi”, 24enne; Diego Gabrieli, 25enne; Melanie De Donno, 20enne, contitolare del Bar “Gemelli”, Davide Coluccia, detto “Pisca”, 29enne di Bagnolo del Salento; Dario Coluccia, anch'egli detto "Pisca", 23enne di Bagnolo del Salento; e Pasquale Montefusco, gommista 22enne di Muro Leccese.

Un anno e 4 mesi per Luigi Panareo, 43enne di Maglie e Mattia Fraioli, 21enne di Maglie. Chiesta l’assoluzione, invece, per Matteo Peluso, Emanuele Quirino e Walter Cancella. La sentenza è attesa per il 14 gennaio.

Nel corso del blitz furono sequestrati 40 grammi di cocaina, per un valore di circa 4mila euro e di ulteriori 160 di marijuana. Secondo l’ipotesi accusatoria l’organizzazione, diramata tra i comuni del comprensorio magliese, faceva capo alla figura di Santese. Quest’ultimo – che durante la gestione della caffetteria, avrebbe ceduto droga in cambio di prestazioni sessuali - si avvaleva di due stretti collaboratori: Iodice e Tunno, procacciandosi lo stupefacente nella zona di Brindisi.

Manta, infatti, era il suo referente per l’approvvigionamento della merce da immettere sul mercato. Il legame tra i vertici locali e il versante brindisino, anche attraverso i contatti con il clan “Leo”, è stato accertato in seguito a numerosi incontri avvenuti quasi sempre a Maglie e concluso, ai fini investigativi, con l’arresto di Luca Giannone, uomo vicino ad Andrea Leo (arrestato con l’operazione Augusta), trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa e  oltre un grammo di cocaina, assieme a due bilancini di precisione.

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