Spaccio di droga, sequestro di persona e rapina col supporto di un 13enne: via al processo

In sei hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito alternativo che si aprirà il 22 aprile davanti al giudice Simona Panzera. Già disposta la messa alla prova per il minorenne

ACQUARICA DEL CAPO - Un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti che si sarebbe avvalsa della complicità di un tredicenne, non solo per confezionare e custodire le dosi proprio in casa sua e spacciarle. Il minorenne sarebbe stato coinvolto anche per mettere a segno altri delitti: un sequestro di persona e una rapina.

A fare parte del gruppo sarebbero stati tre giovani di Acquarica del Capo: Graziano De Paola, di 26 anni, Ivan Calzolaro, di 24, e Pierpaolo Pizzolante, di 29. Questo, solo un mese fa, è stato condannato a sette anni di reclusione, più 30mila euro di multa, per aver custodito nel garage 9 chilogrammi di cocaina, e ora dovrà prepararsi ad un nuovo processo che anche stavolta si celebrerà in abbreviato (il 22 aprile e proseguirà il 6 maggio). Oltre a lui, ci saranno altri cinque uomini coinvolti nella stessa inchiesta che nei giorni scorsi hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito alternativo dal gup Simona Panzera. Stiamo parlando di De Paola e Calzolaro; Luca Giunca, 28 anni; Mirko Scotti, 26 anni, tutti di Acquarica del Capo e Alessandro Esposito, 37 anni, di Tricase.

Solo uno degli imputati, Salvatore Duca, 54 anni, di Acquarica del Capo, non ha presentato istanza di rito alternativo e risponderà a dibattimento, a partire dal 3 febbraio, di un unico episodio di spaccio (in particolare per aver ricevuto, secondo l’accusa, marijuana per cento euro da cedere a terzi).

Quanto al minorenne (che oggi ha 19 anni), invece, il procedimento è stato sospeso, essendo in corso la messa alla prova disposta dal tribunale per i minorenni su richiesta dell’avvocato difensore Biagio Palamà.

Nell’inchiesta, inizialmente era rimasto coinvolto anche un appuntato dei carabinieri in servizio presso la stazione di Presicce, accusato di aver fornito informazioni segrete a Pizzolante, ma la sua posizione è stata poi stralciata e archiviata.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Tricase, non hanno fatto luce solo su numerosi episodi di spaccio in un periodo compreso tra l’ottobre 2013 e l’aprile dell’anno seguente. C’è anche un sequestro di persona ed estorsione aggravata nei riguardi di un uomo ritenuto responsabile di essersi impossessato indebitamente di circa 50 grammi di cocaina e costretto a consegnarne 15. In particolare, il malcapitato sarebbe stato portato in una zona isolata e tenuto sotto scacco con un fucile a canne mozze per mezz’ora. I responsabili sarebbero stati De Paola, Pizzolante, Giunca, Calzolaro e il tredicenne. Questi ultimi due, inoltre, avrebbero messo a segno una rapina, quella del 12 dicembre 2013 ai danni del bar tabacchi “Caffè d’Arte” di Acquarica del Capo.

In testa a Pizzolante c’è infine l’accusa di aver affittato immobili di proprietà o di cui aveva disponibilità a prostitute per svolgere l’attività di meretricio.

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Palamà, Francesco Fasano e Ladislao Massari.

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