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Spaccio di sostanze stupefacenti, armi e rapine, in 23 davanti al giudice

Cinque imputati coinvolti nell’inchiesta “Snodo” oggi hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati in abbreviato. Il processo si aprirà il 16 febbraio, quando saranno definite anche le altre posizioni

LECCE - Si aprirà il 16 febbraio il processo abbreviato per cinque delle 23 persone coinvolte nell’inchiesta "Snodo", condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce, che fece luce su un giro di spaccio di droga nel Nord Salento e armi, ma anche su un furto, due rapine, una delle quali in una gioielleria di Nardò da 200mila euro.

Si tratta di: Denis Ahmetovic, 25 anni, di Lecce; Senad Ahmetovic, 27, di Lecce; Antonio Caramuscio, 46, di Surbo, 27,  fratello del boss Salvatore (deceduto); Giovanni De Mitri, 70 anni, di Lecce; Saverio Levanto, 43, di Galatina.

Lo ha deciso il giudice Giulia Proto che oggi, durante l’udienza preliminare, ha accolto le istanze di rito alternativo, concedendo agli altri imputati tempo per decidere se presentare analoghe richieste.

Sarà così definita, sempre nella giornata del 16 febbraio, la posizione di: Oliviero Bruno, detto “Alfredo”, 64 anni, di Surbo; Pantaleo Carratta, 32, di Lecce; Riccardo Cozzella, 33, e Vincenzo Cozzella, di 36, originari di Campi Salentina ma residenti a Trepuzzi; Azeddine Abida, marocchino di 53 anni residente a Lecce; Gianluca Colucci, 44, di Brindisi; Fabio De Luca, 37, di Brindisi; Alessandro De Giorgi, 29, di Brindisi; Ferdinando Donadeo, 68, di Lecce; Abbes Larroubi, marocchino di 39 anni residente a Galatina; Cosimo Lavino, 65, di Brindisi; Luigi Mangia, 57, di Galatina; Giovanni Manzari, 59, di Lecce; Luciano Pagano 45, di Brindisi; Francesco Palmieri, 51 anni, di Casamassima (comune in provincia di Bari); Giancarlo Sileno, detto “Carlo”, 62 anni, di Merine (frazione di Lizzanello); Antonio Villirillo, 52, residente a Crotone; Francesca De Dominicis, 51, di Lizzanello.

Sono questi i nomi finiti nella richiesta di rinvio a giudizio scaturita dalle indagini svolte dall’Antimafia insieme ai carabinieri del nucleo investigativo che consentirono di accertare numerose cessioni di droga (cocaina, hashish e marijuana), nel 2015, in alcuni casi, di notevoli quantità. Ma non solo. I militari riuscirono a risalire anche al responsabile di due violente rapine avvenute, l’una, il 5 novembre 2011, nella gioielleria “Arte Orafa”, a Nardò, da 200mila euro, l’altra, il 30 giugno del 2012, nella gioielleria “Mauro’s” a Castri di Lecce. 

Entrambi i colpi sono attribuiti a Pagano, al quale è contestata anche la detenzione di droga e quella illegale di quattro armi (una calibro 9X21, una calibro 9 una 7X65 e una calibro 38 a “canna lunga”).

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Stefano Stefanelli, Paride Marti, Benedetto Scippa, Carlo Martina, Elvia Belmonte, Loredana Pasca, Pietro Viola, Antonella Greco, Carlo Viva, Paolo Cantelmo, Roberto Stanislao, Giuseppe Russo, Vito Epifani, Salvatore Rollo, Antonio Savoia, Giuseppe Martino.

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