Sparatoria a Copertino, i quattro indagati ottengono i domiciliari

Erano in carcere dallo scorso ottobre. Fissata al 15 maggio la decisione sulla richiesta di patteggiamento a tre anni e mezzo per tentate lesioni e detenzione di arma da fuoco

COPERTINO - Hanno ottenuto i domiciliari i quattro uomini finiti in carcere per la sparatoria avvenuta il 2 ottobre scorso in un casolare alla periferia di Copertino. Stiamo parlando di  Bruno Guida, 42 anni, di Leverano, Matteo Niccoli, 22, di CarmianoToni Saponaro, 40, di Carmiano Peppino Vadacca, 43, di Carmiano.

Lo ha deciso il giudice Simona Panzera, alla luce del fatto che si sono attenuate le esigenze cautelari, accogliendo così la richiesta avanzata dai difensori (Valeria Corrado, Pantaleo Cannoletta e Vincenza Raganato). E c’è un’altra richiesta, al vaglio dello stesso giudice, quella di patteggiamento a tre anni e mezzo avanzata per ciascun imputato. Ma per conoscere l’esito bisognerà attendere il 15 maggio, data in cui è fissata la decisione.

Dietro le sbarre, i quattro erano finiti con l’accusa di tentato omicidio, poi caduta qualche giorno dopo con l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame aveva riqualificato il reato in tentate lesioni personali aggravate, confermando la detenzione illegale e il porto di arma da fuoco (una pistola Bernardelli calibro 7.65 con matricola punzonata).

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Stando alle indagini condotte dai carabinieri (attraverso i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza e testimonianze), l’episodio si sarebbe verificato perché, qualche giorno prima, il figlio 19enne del proprietario del casolare (Paolo Panzanaro, 46enne con precedenti penali) si sarebbe appropriato di un quantitativo di marijuana coltivata in una zona di campagna, tra Leverano e Carmiano. Una parte dello stupefacente sarebbe stata restituita, ma il gruppo nella pretesa di riavere anche il resto, raggiunse il giovane per avere un confronto. La discussione, però, degenerò e partirono due colpi dalla pistola impugnata da Niccoli.

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