Gambizzato un 31enne nel rione San Pio. E’ la seconda sparatoria in 24 ore

Alessio Bellanova ferito alla caviglia in una sparatoria avvenuta intorno all'ora di pranzo, in via Cavalieri di Vittorio Veneto, a Lecce, dove l'11 settembre furono affissi finti manifesti che annunciavano la morte di Davide Vadacca, a cui è ritenuto molto vicino

La volante in via Cavalieri di Vittorio Veneto.

LECCE – Si è tornato a sparare. E questa volta non nel buio di una notte deserta. Né in periferia o in aperta campagna. Ma in pieno giorno, e nell’androne di un condominio di Lecce. Ha tutte le sembianze di un seguito, quanto accaduto nel corso della giornata, intorno alle 13,05. Un altro agguato. Il secondo nel giro di 24 ore. Più o meno nello stesso orario in cui, nella giornata di ieri, erano stati esplosi alcuni colpi di pistola in via Adriatica, nei pressi del parcheggio di un noto centro sportivo del posto. Oggi la scena si è ripetuta nel rione San Pio, in via Cavalieri di Vittorio Veneto. Sempre tre colpi di pistola, e sempre calibro 7,65.

Alessio Ballanova, di 31 anni, balzato agli onori della cronaca per un intricato groviglio di episodi, è stato raggiunto all’altezza delbellanova-cens-compressa-per-e-mail-2-2-2-2la caviglia e della tibia, da tre colpi d'arma che i malviventi hanno fatto partire nell'atrio del palazzo in cui è residente. Sul posto, gli agenti di polizia della sezione volanti e della scientifica per recuperare i bossoli, assieme a due proiettili, e avviare le indagini, ora nelle del personale della squadra mobile, già impegnato da diverse ore nella ricerca dei responsabili dell’altro episodio di 24 ore addietro. Da una prima ricostruzione, a sparare sarebbe stato un ragazzo con il viso coperto da un casco integrale, il quale indossava un paio di jeans. Sarebbe poi fuggito a bordo di un motoveicolo . Resta da chiarire se il ciclomotore fosse lo stesso avvistato ieri in via Adriatica.

Il 31enne, nato a Campi Salentina ma residente a Lecce, è finito nei guai lo scorso 24 novembre. Fu arrestato dai finanzieri della compagnia di Lecce, perché trovato con un etto di cocaina purissima, non ancora tagliata, nella zona industriale fra Surbo e Lecce. Fu inseguito dai militari delle fiamme gialle e fermato. Nell’auto, condotta dalla convivente dell’uomo, poi denunciata, fu rinvenuto lo stupefacente. Bellanova, peraltro, si era anche accollato la responsabilità di un altro carico di droga, scoperto in una villetta di San Cataldo, di proprietà di un 34enne, poi scarcerato. In un veicolo parcheggiato all’interno del giardino dell’abitazione, risultato in uso a Bellanova, le forze dell’ordine scoprirono infatti 34 chilogrammi di marijuana. E non è tutto.

Il nome del 31enne è noto soprattutto per l’amicizia con Davide Vadacca, coetaneo, un altro personaggio di spicco della malavita locale, ritenuto uno dei possibili successori del boss Roberto Nisi. Vadacca, preso di mira più volte con avvertimenti di varia natura, tra cui colpi di fucile indirizzati alla palazzina in cui abita la suocera del 31enne  soltanto un paio di settimane addietro, è stato a sua volta gambizzato  il 30 ottobre del 2012 nell’area di servizio “Esso”, alle porte di Lecce, sulla strada statale che conduce a Brindisi. Bellanova si trovava con lui, lo attendeva all’esterno della camanifesto3-2-2-2ffetteria quando in due, poi arrestati, giunsero presso l’area di rifornimento per esplodere i colpi.  

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Ma l’aspetto più inquietante della vicenda è da ricercare non molto tempo addietro. Lo scorso 11 settembre, diversi manifesti funebri, fatti quasi a regola d'art, annunciavano la morte di Vadacca. Furono affissi davanti al cimitero e all'ingresso dell'attiguo plesso universitario degli Olivetani, ma anche a pochi metri dalla chiesa che si trova davanti alla palazzina in cui si è consumato l’agguato di oggi (In foto). Evidentemente un avviso a chi ci passava davanti tutti i giorni. 

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