Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Spari contro casa di una coppia, 31enne condannato a due anni e quattro mesi

E’ arrivato il verdetto sulla vicenda avvenuta il 29 ottobre del 2020 a Casalabate (marina di Squinzano), partita, secondo l’accusa, da una lite legata all’occupazione dell’immobile

SQUINZANO - E’ di due anni e quattro mesi di reclusione, più una multa di 12mila euro, la condanna inflitta a Bajram Bajrusi, croato di 31 anni residente a Casalabate (marina di Squinzano), accusato di aver esploso quattro colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di una coppia di concittadini, e di aver sfondato il cancello con un’autovettura, il 29 ottobre del 2020.

La sentenza è stata emessa ieri dal giudice Marcello Rizzo, al termine del processo discusso col rito abbreviato nel quale l’imputato (assistito dall’avvocato Raffaele Benfatto) rispondeva dei reati di tentate lesioni aggravate e minaccia grave, danneggiamento, esplosioni pericolose, porto illegale di arma comune da sparo. Ma dalla prima accusa è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.

Queste le accuse emerse attraverso le indagini, condotte dal pm Stefania Mininni con i carabinieri di Squinzano, secondo le quali la vicenda trae origine da una lite avuta dal 31enne con una delle vittime, per motivi legati al loro immobile e in seguito alla quale Bajrusi sarebbe tornato sul posto con una Fiat 600 rossa. “Ve ne dovete andare da questa casa, avete capito? Qui comando io”, avrebbe tuonato per poi premere il grilletto contro l’uomo che in quel momento si trovava in giardino.

Sei giorni dopo, il 31enne fu arrestato, negò gli addebiti durante l’interrogatorio e ottenne i domiciliari con braccialetto elettronico.

In particolare, nel confronto avuto col giudice Sergio Tosi, raccontò che quel giorno avrebbe incontrato la coppia per discutere di un prestito legato alla demolizione di un’auto, ma a causa del suo ritardo all’appuntamento sarebbe stato aggredito e costretto a scappare via; nella fuga avrebbe poi compiuto una manovra azzardata urtando così il cancello.

Insomma, secondo la difesa, non fu lui a esplodere quei colpi, tant’è che nessun bossolo fu trovato in giardino e neppure sulla vettura abbandonata dall’indagato nelle vicinanze, e ci sarebbero incongruenze e anomalie nel racconto delle vittime come quella di aver chiamato le forze dell’ordine solo quattro ore dopo l’aggressione.

L’imputato dovrà attendere le motivazioni della sentenza - che gli ha imposto anche il risarcimento del danno per complessivi ventimila euro alla coppia - per valutare il ricorso in appello.

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