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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Spari per intimidire la convivente, l’arrestato nega: “Colpì solo la mia immagine riflessa”

Oggi il 53enne di Casarano, arrestato due giorni fa, ha negato l’accusa di maltrattamenti. Ma al termine dell’interrogatorio, la giudice ha convalidato la misura in carcere

CASARANO - Ha rigettato gli addebiti il 53enne di Casarano finito in carcere due giorni fa per maltrattamenti ai danni della donna con cui aveva interrotto da poco la relazione. Questa mattina, l’uomo, affiancato dall’avvocato Attilio De Marco, ha reso la propria versione dei fatti, durante l’interrogatorio di convalida che si è tenuto dinanzi alla giudice del tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano.

In particolare, ha negato quanto denunciato dalla ex convivente, ossia di aver mai esploso colpi d’arma da fuoco in casa per intimidirla e di averle imposto di essere “la sua donna” puntandole una pistola alla fronte.

Ha ammesso di aver sparato, spinto dalla disperazione di essere stato lasciato, ma mentre era da solo e soltanto contro la sua stessa immagine riflessa, quindi contro la finestra, lo specchio del bagno e l’armadio, dove è stata riscontrata la presenza di fori da parte dei carabinieri.

Insomma, stando al racconto del 53enne, durante l’esplosione la donna era assente e questa circostanza potrebbe essere verificata tramite l’ascolto del vicino che, dopo aver udito gli spari, sarebbe intervenuto e l’avrebbe invitato a calmarsi.

Non finisce qui. A detta dell’indagato, dopo l’episodio, i due riallacciarono il rapporto e sarebbe stata lei a sollecitarlo a vendere l’arma e a contattare un suo familiare per coprire i fori in casa.

Quanto all’ultimo episodio costato all’uomo l’arresto in flagranza risale, come anticipato a due giorni fa, quando di notte, avrebbe cercato di sfondare la porta di ingresso dell’abitazione in cui si è trasferita dopo la separazione e l’avrebbe ricoperta di insulti, per poi pedinarla, il mattino seguente, mentre in bicicletta si recò a sporgere denuncia.

Sul punto, l’indagato ha cercato di sminuire la sua posizione, ma invano, perché stando a quanto riferito dagli stessi carabinieri che accolsero la donna in caserma, lui avrebbe proseguito a minacciarla di morte.  

Dopo aver raccolto le dichiarazioni della malcapitata, su disposizione della sostituta procuratrice Simona Rizzo, i militari hanno eseguito una perquisizione nell'appartamento dell’indagato che sebbene abbia dato esito negativo, non essendo state trovate pistole, ha consentito di riscontrare la presenza di diversi fori.

All’esito dell’interrogatorio, la giudice ha ritenuto che "l'idilliaco scenario" descritto dall’indagato (che annovera diversi precedenti, tra cui una condanna per tentato omicidio e condanne per evasione e porto abusivo d’arma) sia smentito dalle emergenze procedimentali e ha convalidato la misura in carcere.

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