Sparò per strada e in pieno giorno al fidanzato della figlia: chiesti 9 anni

Via al processo con rito abbreviato sull’episodio avvenuto il 26 aprile scorso a Copertino. Per la Procura fu tentato omicidio, ma il giudice Tosi vuole vederci chiaro e dispone una perizia sull’arma

COPERTINO - Voleva solo spaventarlo. Per questo sparò al fidanzato della figlia, un dj di 28 anni, ferendolo con due colpi d’arma da fuoco alla scapola e a una coscia. Questo raccontò al giudice Marco Cordella, 43 anni di Copertino, dopo il suo arresto. La Procura però non ha cambiato idea e nel processo col rito abbreviato che si è aperto oggi nei suoi riguardi ha chiesto 9 anni di reclusione per tentato omicidio.

Ma dopo la richiesta formulata dal pubblico ministero Maria Vallefuoco, l’udienza si è fermata. Ai fini dell’accertamento della verità, il giudice Sergio Tosi ha disposto una perizia sull’arma (l’incarico al consulente darà conferito domani), finalizzata a verificarne l’idoneità a produrre un’offesa tale da poter considerare il reato in questione, tentato omicidio piuttosto che lesioni aggravate. Ed è proprio questo uno dei punti centrali sollevati dalla difesa dell’imputato (rappresentata dagli avvocati Laura Alemanno e Luigi Rella) che mira al riconoscimento del reato più “lieve”.

I risultati della consulenza potrebbero condizionare in modo consistente il verdetto sulla vicenda avvenuta la mattina del 26 aprile scorso. Il malcapitato aveva appena accompagnato la fidanzata al lavoro, quando fu raggiunto da due proiettili. Di Cordella si persero le tracce per cinque giorni, poi si consegnò ai carabinieri della tenenza di Copertino, accompagnato dal suo legale.

Durante le indagini, i militari sequestrarono l’auto utilizzata dal 43enne per la fuga, una Fiat Panda, dove all’interno c’erano l’arma, una pistola clandestina a tamburo, e tre proiettili calibro 22. 

La vittima è parte civile con l’avvocato Paolo Spalluto.

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