Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Sparò al vicino durante il barbecue. Torna in carcere un 63enne

E' finito di nuovo in manette Roberto Lorubio, 63 anni, già arrestato il 15 agosto scorso dai carabinieri per aver esploso due colpi di fucile al culmine di una lite con un vicino di casa. La Cassazione ha respinto il ricorso

 

MARTANO – E’ finito di nuovo in manette Roberto Lorubio, 63 anni, già arrestato il pomeriggio del 15 agosto 2011, dai carabinieri della stazione di Martano in flagranza di reato. In quel caldo pomeriggio festivo, durante un diverbio con un vicino di casa, scaturito da futili motivi relativi accensione del barbecue che il vicino avrebbe tentato di spegnere gettandovi dell’acqua dal proprio balcone, Lorubio dopo aver preso dalla sua abitazione un fucile da caccia calibro 12, legalmente detenuto, aveva esploso due colpi, colpendo il parapetto del terrazzo ed il muro. I militari dell’Arma, intervenuti subito sul posto, dopo aver disarmato il 63enne, lo avevano arrestato accompagnandolo presso la casa circondariale di Lecce e sequestrandogli il fucile.

Ieri pomeriggio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia 

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cautelare in carcere emessa lo scorso 30 settembre dal Tribunale del riesame di Lecce, divenuta irrevocabile il maggio, hanno arrestato nuovamente Lorubio. Il provvedimento restrittivo scaturisce dal rigetto de parte della Corte di Cassazione del ricorso presentato dall’uomo.

In realtà la prima incongruenza in tutta la vicenda era nata proprio il giorno successivo al primo arresto, quando il Gip non aveva convalidato l’arresto in flagranza derubricando il tentato omicidio a minaccia grave con l’uso di arma da fuoco. Il pubblico ministero aveva presentato appello al Riesame. Ricorso che è stato accolto, confermando la legittimità dell’arresto in flagranza di reato; la pericolosità del soggetto in relazione, come spiegato dai carabinieri, al conflittuale rapporto tra i due vicini coinvolti che durava da anni; la possibile reiterazione del reato; la sussistenza dei presupposti relativi alla condotta  per la quale ricorre il tentato omicidio e non altro tipo di reati in considerazione del fatto che i due colpi esplosi dal Lorubio contro il suo vicino avevano una traiettoria atta a colpire, che il tipo di arma usata, data la distanza, è letale e che non si sia arrivati a più gravi conseguenze per motivi non dipendenti dalla volontà di chi ha premuto il grilletto.

Infine, i giudici del Riesame, concordando con quanto riportato dai carabinieri, ha ritenuto sussistere un elevato rischio di recidiva evincibile dalle modalità del fatto, avendo Lorubio agito per futili motivi e con elevata intensità di dolo ( prima lo ha minacciato e poi è andato a prendere il fucile ed è passato alle vie di fatto) mostrando di non avere alcuna considerazione della proporzione tra ogni offesa e ciascuna reazione, dall’assoluta assenza di freni inibitori e di una non comune tendenza a farsi ragione commettendo gravi reati. Lorubio è stato trasferito nel carcere di Lecce.

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